project 365

PROJECT 365

Personale di Paola Rizzi CIVICO8galleria 26 settembre – 11 ottobre 2015

Quante cose accadono nell’arco di 365 giorni? Quante di quelle cose ricordiamo? Ma soprattutto, di quei 365 giorni, quanti ne abbiamo vissuti realmente? Siamo abituati a vivere in un mondo frenetico, in cui potremmo considerare il presente già come passato, poiché durante ogni attimo siamo già oltre. E, proprio a causa di questa velocità, non sappiamo vedere. Questa totale mancanza di capacità d’osservazione ci porta a scattare fotografie principalmente durante le vacanze, come se solo durante quei giorni di assoluta spensieratezza, divertimento e risate ci fosse davvero qualcosa da ricordare della nostra vita. Peccato siano solo una parte infinitesimale di tutte quelle emozioni che proviamo ogni giorno, di tutti quei piccoli eventi che accadono quotidianamente, e di tutti quei momenti che compongono la nostra storia. Quella vera. Paola Rizzi, dopo aver indagato a lungo sulla vita e sulle emozioni con altri cicli fotografici, arriva oggi a raccontare se stessa in 365 scatti, uno al giorno, nell’anno del suo cinquantesimo compleanno. Non sono soltanto autoritratti da cui potremmo dedurre come è cambiata l’artista in un anno, sotto il puro aspetto esteriore, ma sono scatti dell’anima in cui vengono immortalati attimi vissuti, oggetti che hanno catturato l’attenzione dei suoi occhi, emozioni fugaci o persistenti. Momenti, giorni, vite intere. Due possono essere i filoni tematici di questa personale fotografica: il tempo e il mezzo. Il protagonista del romanzo Revolutionary Road sostiene che la capacità di misurare e suddividere il tempo ci offre una quasi inesauribile fonte di consolazione: come se, misurando il tempo, potessimo trovare sollievo dal dolore dell’esistenza umana. dare un inizio e una fine alle emozioni, senza curarci di viverle realmente. Alquanto cinico. Gli scatti di Paola Rizzi, però, non vogliono essere strumenti di misurazione, ma testimoni di un tempo che è stato, pur portando i suoi effetti ancora nel tempo che è. Hic et nunc. Un anno, giorni passati, emozioni vissute e situazioni svanite che permettono al presente di essere tale, in continuo divenire. Cosa possiamo quindi definire presente? Ogni lasso di tempo non è altro che una nostra proiezione in vite diverse che non ci accorgiamo di vivere. Per questo, attraverso degli scatti potremo conoscere chi siamo stati e chi saremo. Il tema del mezzo è, invece, al centro delle più aspre discussioni tra fotografi: Paola Rizzi ha, infatti, utilizzato un comune smartphone per ognuno degli scatti in mostra. Molti dei fotografi legati ad una corrente di pensiero conservatrice, inorridirà al pensiero di scatti fotografici realizzati attraverso un così banale strumento tecnico, ma la realtà è che il vero fotografo lavora con il cuore , con la testa e con gli occhi, senza aver bisogno di sofisticati mezzi. Ciò che rende uno scatto unico, è la capacità di trasmettere a chi osserva la stessa emozione di chi ha scattato; di regalare a chi non c’era l’emozione di un attimo. Già alcuni anni fa la Magnum “l’agenzia delle agenzie” ha candidato come nuovo membro Michael Brown, uno dei più famosi fotogiornalisti che nel 2011 ha pubblicato un servizio fotografico su National Geographic Magazine, interamente realizzato attraverso il suo Iphone. E dunque, se la più importante agenzia fotografica approva l’evoluzione della fotografia con questi nuovi strumenti, come si può non pensare anacronistica una opposizione? Ciò che fa dell’uomo un fotografo è la capacità di cogliere quell’attimo in cui sta succedendo, e nella nostra quotidianità lo smartphone è l’oggetto che abbiamo sempre con noi. Certo, non possiamo immaginare di ottenere un uguale taglio dell’immagine, non possiamo pensare che un telefono possa sostituire una macchina fotografica, ma possono efficacemente coesistere. Non ci sarà uno strumento giusto ed uno sbagliato, ma due strumenti diversi. Migliaia di scatti diversi. Paola Rizzi, attraverso questa ardita mostra personale ha dimostrato come l’oggetto quotidiano possa farsi interprete della quotidianità. Come ciò che distingue un fotografo da tutti gli altri è la capacità di osservare e di raccontare, non lo strumento che utilizza. Paola Rizzi, come viene definita da un amico, è un cuore con un battito che fa click. Si rispecchia molto in questa definizione poiché nei suoi racconti fotografici ascolta sempre il cuore, che sia suo o di chi viene raccontato attraverso gli scatti. Si definisce una fotografa che guarda e che racconta. Da sempre ha amato la fotografia, ma solo quando tutto le è sembrato perduto, ha deciso di dedicare tutta se stessa a quest’arte, rinunciando a certe canoniche sicurezze.

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L’autoritratto…

 

Nella fotografia, come nella pittura l’autoritratto incarna la massima autorappresentazione di se stessi e

dopo aver trascorso anni ad osservare le persone attraverso l’obiettivo nel mio continuo essere sempre in divenire

ho iniziato da qualche tempo una fase sperimentativa.

“Attraverso lo sguardo, metafora del suo potere creativo, l’auto-ritrattista acquisisce un triplice ruolo, in quanto è allo stesso tempo autore, soggetto e spettatore”, ha affermato Cristina Nuñez,

fotografa spagnola che ha proposto l’autoritratto come metodo di auto-terapia …autrice, soggetto e spettatrice…una necessità, una curiosità o una nuova fase fotografica? non saprei,

ma in questo stato di grazia di totale liberta’ di azione ci si perde tra rappresentazioni di se stessi e recite che diventano puro divertimento.

Ed è ancora in un’altra frase della Nuñez, che ho ritrovo parte delle motivazioni che mi hanno spinto verso questa ricerca infinita “…l’artista è in un certo senso

separato dal mondo, perchè in costante lavoro introspettivo, e questo causa spesso disagio esistenziale. Nel momento in cui

l’opera puo’ essere intimamente condivisa da un pubblico, esiste per lui la possibilità di liberarsi dai confini dell’io..”

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Cristina Nunez

The Exposure Award Portraiture Collection Musee du Louvre Paris

E poi succede che una mail non la leggi, anzi la cancelli proprio convinta sia una delle tante

che non ti interessano…

Pensare che un ritratto da me realizzato possa essere stato inserito in questo catalogo mi rende particolarmente orgogliosa di una foto che ho realizzato grazie alla straordinaria collaborazione

di Giada che ha creduto sin dall’inizio al mio progetto.

E oggi vedo che su  cinque milioni di partecipanti   provenienti da tutto il mondo quella foto e’ stata

inclusa in un display digitale di immagini presentate presso la Reception Award in  esposizione al Louvre

e inserita in un catalogo.

Ho un motivo in piu’ per continuare a credere nel ritratto come massima espressione

fotografica, ho un motivo in piu’ per seguire la strada che ho intrapreso….

 

SeeMe Exhibitions
OFFICIAL LETTER OF RECOGNITION
 


 

Dear paola rizzi,

We were thrilled to include your work in the digital display at the Louvre on July 13th as part of the Portraiture Collection. It was magnificent to see work from photographers representing over 191 different countries displayed together at the most esteemed museum in the world. Thank you for being a part of it!

We are excited to announce that the books featuring select Exposure Award Collections are almost ready! Below, you will find a sneak preview of the Portraiture Collection book (this preview is just for you)!

The hard cover printed version will be available soon! We are spending the next few days putting the finishing touches on the book and we will be sending them to the printer later this week. Stay tuned for special discounts on books for you and your friends.


Preview the Portraiture Collection book.

Below you will find your official letter of recognition for participation in the Exposure Award and the digital display at the Louvre.

It’s an honor to have your work included in this year’s event and in the books to come. Net proceeds from the sales of the books will benefit our charity partner, Pencils of Promise, working to build schools in developing nations.


 

SeeMe Exhibitions
OFFICIAL LETTER OF RECOGNITION
 


Dear paola rizzi,

It’s been an honor to show your photography as part the Fifth Annual Exposure Award. The work of this year’s project has been extraordinary, viewed by over five million photo enthusiasts from around the world. Additionally, your photograph was included in a digital display of images presented at the Exposure Award Reception at the Louvre.

Your photography was included in the Portraiture Collection
and was presented at a private reception at hosted at:

Musee du Louvre
75058 Paris – France
July 13th, 2015


Photography holds power. The act of taking a photo acts as a historical marker and a capture of time. Just as archaeologists offer hypotheses about ancient societies based on cave paintings, historians of the future will base their conjectures about us on the photography that is happening at this very moment, including yours.

As technology makes our world more interconnected, the act of creation has become a universal language and a vital conversation. Your photography, represented at the Fifth Annual Exposure Award reception is a thrilling contribution to that dialogue.

It’s been an honor to have your work included. Thank you for sharing your photography with us and with the world.

Sincerely,
William Etundi Jr. Signature
William Etundi Jr.
Founder of SeeMe
 

 

Another Eternity – 6 Biennale di Genova Esposizione Internazionale d’Arte Contemporanea

another eternity e quando finisce … finisce un amore, finisce un sogno da dove si ricomincia a volare a sperare dove esce la voglia di riprendere il volo in noi, semplicemente in noi.

Un lavoro nato da una ricerca fotografica legata alla voglia di interpretare la liberta’ quel senso di liberta’ che in certi momenti della vita ci

Una delle fotografie che compone questo progetto fotografico,  realizzato grazie alla splendida collaborazione di Debora Maida,  è stata selezionata

dalla giuria critica ed ammessa alla 6 Biennale di Genova  – Esposizione Internazionale d’Arte Contemporanea,  dal 04 al 18 luglio 2015

…e ritorno al ritratto

Se nella fotografia ci sono molti aspetti in cui adoro cimentarmi,  sperimentare e giocare fino a perdere le radici,  senza ombra di dubbio il campo

della ritrattistica rimane quello che mi affascina piu’ di tutti,  forse la ragione di questa passione

risale veramente alla “mia notte dei tempi” a quelle vecchie fotografie di famiglia che mi hanno

accompagnato tutta la vita raccontandomi  qualcosa di me.

E’ grazie alla passione di un papà che probabilmente mi ha trasmesso nelle vene qualcosa di piu’

che del sangue,  che fotografo da sempre e da sempre ricerco volti per raccontare storie.

E’ il caso di Samuele.

Samuele appartiene ad un’altra epoca, non puo’ essere un contemporaneo, i suoi modi e la

sua gentilezza sono in ogni suo gesto, a volte ti sfiora persino il pensiero che potrebbe non essere di questa terra.

Il suo desiderio era quello di avere delle fotografie che raffigurassero la sua fisicità,  dopo duri mesi di allenamento

aveva raggiunto  una forma fisica perfetta , ma questo e’ diventato

ben presto, dal mio punto di vista un elemento  secondario, Samuele è altro…ed è li che mi sono soffermata un po’ di piu’

ad osservare.

Photofestival 2015 LETTO 425 (un caso disperato) di Paola Rizzi

Questo lavoro fotografico, nasce come ho detto gia’ piu’ volte  da un’esigenza personale, non  è stato cercato, non è stato pensato avevo solo bisogno di raccogliere tutto e forse, come spesso accade, la fotografia che nasce spontanea senza forzature è quella che arriva a destinazione di chi osserva senza tante parole. Selezionate ad una lettura portfolio da Antonio Grassi direttore artistico del Gruppo Gieffesse di Sesto San Giovanni, che ringrazio per l’invito, le 20 immagini che compongono il progetto saranno in mostra dal 6 al 27 giugno 2015 presso i locali della Civica Fototeca “Tranquillo Casiraghi”Villa Visconti d’Aragona – Via Dante 6 Sesto San Giovanni – Circuito Photoffestival Milano 2015

Photofestival Milano 2015

http://www.gieffesse.it/

Libro acquistabile online su BLURB

 

 

mostra sesto san giovanni

parole e immagini

Spesso capita  che alcuni testi mi suggeriscano delle immagini, a volte quelle parole rimango li

sospese nella testa e senza saperlo vado a cercarle con lo sguardo nella mia quotidianità come se avessi bisogno di

definirle di farle diventare delle fotografie.

Altre volte, succede l’ opposto,   parole che cercano immagini come se avessero bisogno di essere “viste” oltre che udite

ed in questi casi che due “voci” , due modi di raccontare diventano complementari si abbracciano fino a

diventare un’unico modo di dire le cose.

Una poesia di Giuse Iannello ha avvolto una mia fotografia e nel ringraziare Giuse per averla scelta tra le tantissime immagini che

viaggiano nel web, la ringrazio anche per avermela riportata alla memoria…adesso mi e’ impossibile pensarla separata dalle

sue parole.

 

UN TANGO NELL’ARIA
dei profumi d’estate si nutre
e rotola lento
sul tuo scialbo profilo.
Fragile e spento
nell’ombra della sera
è il fiore dell’ibisco
dalla breve vita,
che all’effimera beltà
mai si ribella.

Tu non hai vino, non hai erba,
non hai più illusioni
e molti giorni stanchi
sulle spalle.

Niente è rimasto
del tempo amaro
del tempo tenero
degli amori perduti.

Rimani nella musica
-fermo –
a fissare progetti mai nati
con lo sguardo assente
di chi non giudica,
ma indifferente osserva
lo spegnersi della fiamma,
d’ogni passione l’andare,
senza rimpianti, senza più rancore.

Giuse Iannello

http://giuseiannello.wix.com/giuse-iannello

Expo Milano 2015 by paola rizzi

Ed eccomi qua, finalmente oserei dire, all’Expo!

In una delle sere piu’ fredde di questa strana primavera sotto un cielo minaccioso ma fortemente

fotogenico, entro per una visita serale all’Expo. Sapevo già che sarei stata  affascinata  da ogni luce e da

ogni forma  sulla quale avrei posato lo sguardo. Gia, perchè non avendo velleità in materia di architettura

i miei occhi  vagavano  liberi capaci solo di stupirsi di fronte all’eleganza e l’originalità di buona parte

delle strutture che animano l’area Expo.

E come un bambino rimane incantato davanti a qualcosa che non comprende però genera magia, cosi

io mi sono trovata semplicemente ad apprezzare l’insieme di quello che vedevo senza per forza entrare

nel groviglio di polemiche che hanno accompagnato quest’evento fin dall’inizio.

Sicuramente non si risolverà il problema di come “nutrire il pianeta” , sicuramente  i costi sostenuti

sono ingenti e di gran lunga superiori ai preventivi,  ma sono fortemente sicura che le moltissime persone

che in questi giorni stanno attraversando il Cardo e il Decumano sono affascinate dalla bellezza di queste

strutture e dall’ingegno degli uomini che hanno contribuito alla realizzazione di tutto ciò.

Io lo sono!

http://www.expo2015.org/it

“lei” by photopierre

E alla fine quel giorno tanto atteso arriva e si porta dietro  tutte le ansie e le paure delle ultime settimane,  i dubbi,  le notti insonnie

a pensare piu’ sulla scelta delle scarpe che a lui…già ,  perche’  un paio di scarpe sbagliate sanno toglierti il sorriso lui…lui si sa lo ami da sempre.

E in una giornata qualsiasi per tutto il mondo, tranne per te il  rituale magico dei preparativi prende il via..

Ed e’ in quell’atmosfera, ogni volta diversa, fatta di gesti, di sguardi e di sospiri che mi piace esserci…e qui, che che trovo quella fotografia

che adoro quella fatta di osservazione di attesa di imprevedibilità.

Una frase di Diane Arbus rappresenta e sintetizza il mio pensiero fotografico in certi istanti: “credo davvero ci siano cose se nessuno

riesce a vedere prima che vengano fotografate” …

(dal matrimonio di Jessica|Andrea)

 

 

 

 

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