Paola Rizzi vuole ritrarre i quota100!

Nell’aprile 2019 in Italia  è entrato in funzione un nuovo strumento per poter andare in pensione  la “Quota 100″  funziona piu’ meno così:  se sommando l’età anagrafica a quella relativa agli anni di contributi versati si ottiene 100  si puo’ anticipatamente  accedere alla  pensione, io,  logicamente, ho sintetizzato in maniera brutale, in fin dei conti mi occupo di fotografia, questa era solo una piccola premessa per giustificare il titolo del lavoro fotografico nato per caso  non tanto,  per documentare chi sono i  “quota100”, ma cosa hanno fatto e che vuoto lasciano.  I primi due soggetti che hanno acconsentito ad essere fotografati sono persone che mi hanno accompagnato  per moltissimi anni della loro vita con la loro professionalità e che io non voglio dimenticare.  Questo pensiero ha fatto nascere in me il desiderio di far si che il loro ricordo andasse oltre al mio. Si ricordano cantanti , scrittori, pittori per quello che ci lasciano ma la gente comune? Quella che poi comune non lo è mai…

Sara’ difficile passare dal Viale Mazzini di Vigevano e non pensare a Pietro che per 27 anni ha gestito il distributore di benzina vicino alla Stazione Ferroviaria, come lo sarà,  passeggiare tra le vie del centro senza immaginarsi l’ombra di Paolo che per oltre 40 anni  ha ricoperto l’incarico di responsabile dei servizi del Comune di Vigevano, per me lui era una sorte di  moderno (si fa per dire) , feudatario.

Solo il pensiero che attraverso  un ritratto fotografico  potrò renderli eternamente presenti nei ricordi  di  tutti quelli che hanno avuto il piacere di conoscerli per me è una gioia.

Non so quante altre persone entreranno a far parte di questo progetto gratuito ma sarei felice di averli tutti, almeno quelli di Vigevano.

 

 

 

FUJIFILM ITALIA al sostegno di “Io sono Futuro”

FUJIFILM Italia sarà partner tecnico di “Io sono Futuro”, progetto fotografico di Paola Rizzi e Mauro Pinotti, per il quale saranno realizzati una serie di ritratti alle giovani generazioni che vogliano essere i testimoni di un futuro più consapevole

“Io sono Futuro”, è un progetto fotografico sociale a titolo gratuito con il Patrocinio del Comune di Broni e il contributo oltre di FUJIFILM anche di CAVANNA FIORI di Vigevano. Il progetto nasce dal voler riportare alla memoria quanto è stato fatto e quanto ancora si dovrà fare per riqualificare quel che resta della Fibronit, la fabbrica che per anni è stata il motore produttivo di Broni, Comune della provincia pavese, per poi diventare un pericolo ambientale e di salute pubblica, a causa dell’amianto/eternit custodito in quell’architettura industriale del ‘900.

Gli ideatori del progetto, i fotografi Paola Rizzi e Mauro Pinotti danno appuntamento il 12 maggio prossimo dalle ore 9:00 alle 13:00 in Via Romera Vecchia davanti al muro di recinzione della ex Fibronit. Verrà realizzato un vero e proprio set fotografico all’aperto, dove i primi 50 bambini e ragazzi, dai 6 ai 16 anni, che si presenteranno accompagnati da un adulto, potranno essere i protagonisti del “domani “grazie a un ritratto.

Il progetto fotografico vedrà poi la sua conclusione il 21 novembre 2019 in occasione della “giornata internazionale dell’albero”, con la presentazione di una mostra fotografica sempre a Broni e la realizzazione di una pubblicazione. Un progetto ambizioso, ma che porta aria nuova e segnali di ottimismo rappresentati proprio dalle nuove generazioni per lasciare una testimonianza di una Broni con lo sguardo al futuro.

FUJIFILM Italia ha sposato l’iniziativa per la sua valenza sociale e ambientale e anche perché alla fotografia è stato affidato il compito di diffondere il messaggio chiave dell’iniziativa, ossia il vivere e il presente e un futuro più consapevolmente.

rassegna stampa

http://www.vigevano24.it/2019/05/10/leggi-notizia/argomenti/eventi-14/articolo/i-due-fotografi-vigevanesi-paola-rizzi-e-mauro-pinotti-organizzatori-dellevento-io-sono-futuro.html

https://lenotizie.org/tecnologia/fujifilm-e-il-partner-tecnico-di-io-sono-futuro-06822260

https://techprincess.it/fujifilm-e-il-partner-tecnico-di-io-sono-futuro/

https://www.tecnologia361.it/fujifilm-italia-al-sostegno-di-io-sono-futuro/

Honorable Mention per Rizzi Paola all’IPA Award

Honorable Mention a Rizzi Paola per la categoria OneShot : Street Photography-Lifestyle (urban scenery)

  • Photographer
    paola rizzi
  • Technical Info
    fuji ISO 1250 23 mm f 16 1/60
  • Date of Photograph
    novembre 2018

Piu’ grande è una città piu’ soli ci sentiremo…

Nell’ottica della ricerca urbana che Paola Rizzi sta portando avanti ritroviamo la solitudine metropolitana, si dice spesso che non c’è luogo dove ci si senta più soli che non in mezzo a tanta gente.

Lo scatto è stato realizzato a Milano ma l’immagine è priva di contenuti architettonici e quindi identificativi del

luogo per riportarci ad una città qualsiasi tra le tante dove le condizioni di socializzazione sono spesso affidate ai social.

a

Terzo posto al Mifa Moscow International Photo Award per Paola Rizzi

Nel lavoro 360PERSONAL SELFPORTRAIT, si intravedono influenze sublimi di

una grande autrice, quale Francesca Woodman; l’influenza di cui parliamo non

riguarda semplicemente lo stile di riproduzione fotografica applicato su se stessi

e sul proprio corpo, ma, in modo più profondo, sul proprio IO, sul sentirsi, sull’avere

la percezione di quello che si è, e sul turbinio emotivo del vivere. In questo,

il lavoro di Paola Rizzi, è una lenta costruzione di un “Paesaggio” di passaggio

tra l’essere e il non essere, tra l’avere ed il non avere, tra l’oggi ed i tempi passati e

futuri.

Erminio Annunzi

 

Mifa

Urban Art – Milano Spazio Arnaout

In occasione della mostra artistica a Milano allo Spazio Arnaout espongo un nuovo concetto di lavoro le cui radici  si trovano in Opsis il lavoro presentato a Venezia.In questo nuovo progetto, lascio la carta fotografica per dare rilievo a questa opera attraverso materiali nuovi e ricercati, mi riferisco in modo particolare all’affresco digitale che in questo lavoro trova a mio avviso la sua collocazione espressiva, realizzato  artigianalmente dalla società’ Lizea appositamente per questa opera.

 

Testo criticoL’indagine fotografica di Paola Rizzi affonda le radici in   tematiche legate all’identità degli spazi urbani dimenticati per esplorare Il tempo e i ricordi  che sono ancora una volta i soggetti prediletti all’autrice, argomenti che ha affrontato piu’ volte anche nelle sue ricerche sociali. Questa volta l’aspetto caratterizzante del progetto si incentra sulle porte , passaggi metaforici di vita che nel trovare abbinamenti ai numeri civici induce  a considerare l’aspetto di come la vita sia in continuo movimento e non si ripeta mai uguale a se stessa. In sintesi , alla “porta” Paola affida il concetto di movimento da uno stato dell’essere ad un’altro e in questa nuova atmosfera che, secondo l’autrice, la memoria viene spinta  ad elaborare nuove tracce cosi’ da poterle trattenere come ricordo; ricordo che molto spesso viene affidato ai numeri.Ad ogni numero è associata una vibrazione particolare. La nostra esistenza stessa è scandita da numeri a cui siamo legati anche sotto forma di date, esistono un’infinità di numeri che trasmettono messaggi e ricordi. Ai due pezzi “interi”stampati su uno strato di affresco realizzato artigianalmente  si abbinano singole porte stampate su cemento da collezionare o regalare sapendo di offrire un pensiero unico.

 

IL MIO NOME E’…GIOCONDA Intrecci e feelings nell’arte delle donne

 

Con la serie “la coscienza della natura “ Paola Rizzi propone una sua interpretazione artistica riguardo il principio fondamentale di cambiamento “l’ambiente è una priorità,” l’essere umano e’ natura , la ragione che esplora gli spazi alla ricerca del vero e del giusto .Nel dialogo tra uomo e natura vi è l’urgenza di un’educazione geografica innovativa, connotata come autocoscienza della Terra. In questa serie di trittici traspare il concetto di presa di consapevolezza un primo passo verso un dialogo necessario per diventare «coscienti»: per capire i principi essenziali per sostenere l’intreccio della vita.

Comunicato Stampa:

IL MIO NOME E’…GIOCONDA

Intrecci e feelings nell’arte delle donne

Spazio b – Palazzo Sanseverino

Corso della Repubblica 19, 27029 Vigevano – PV

Nell’anno di Leonardo da Vinci l’icona che più rappresenta il personaggio poliedrico ed

emblematico del genio Vinciano è certamente la Gioconda. Il suo sorriso enigmatico, i molteplici

significati impliciti in questa opera misteriosa, il tributo che la storia dell’arte ha riservato in questi

secoli a Lisa Gherardini, in arte Monna Lisa, è oggi sinonimo di capolavoro, modello da imitare e

studiare continuando a ricercare verità ancora da scoprire. La Donna e la sua evoluzione nel lungo

il percorso storico che ci separa dal Rinascimento ai giorni nostri, sono al centro delle opere

esposte e del dibattito attorno a questa mostra presentata a Vigevano nei locali Spazio b, a partire

da sabato 30 marzo 2019. I punti di vista originali e i livelli diversi di interpretazione proposti dalle

artiste chiamate ad esibirsi in questa mostra, aprono orizzonti esplorativi alla contemporaneità

femminile e alla ricerca di territori formali e culturali che la condizione della Donna nel terzo

millennio pone oggi come prioritari. Performance, installazioni, opere, conferenze

accompagneranno il pubblico durante tutto il periodo espositivo, per animare, attraverso l’arte,

l’universo degli interessi e delle conoscenze sulla realtà della Donna contemporanea e del suo

“sentire” femminile.

La mostra, curata da Fortunato D’Amico, vede la partecipazione delle artiste:

 Silvia Capiluppi

 Montserrat Gomez Maya

 Raluca Andreea Hartea

 Elisa Marchesani

 Daniela Pellegrini

 Paola Rizzi

 Maria Francesca Rodi

 Collettivo il Nodo – La Chicca e le Sciure

IL MIO NOME E’…GIOCONDA

Intrecci e feelings nell’arte delle donne

dal 30 marzo al 14 aprile 2019

La mostra sarà inaugurata sabato 30 marzo 2019 alle ore 18.45

Spaziob – Corso della Repubblica 19, Vigevano

Orari: sabato e domenica ore 17 ‐ 19,30 ‐ Lunedi – venerdì su appuntamento

Per informazioni: 339 8435715 ‐ info.spaziob@gmail.com

 

titolo opera : Lulu’

stampa carta Fine Art Hahnemuhle Baritata

trittico|2019

Let it snow | VisioniAltre, Venezia

In occasione della mostra presentata a Venezia presso la GalleriaVisioniAltre ho presentato

il primo passo verso una ricerca che poi mi ha portato allo sviluppo di un lavoro ricercato sulle

porte e gli spazi urbani abbandonati.

Titolo dell’Opera: Opsis

dimensioni: 25x60cm tecnica: quadrittico

stampa fine art baryta (copia unica realizzata per Let Is snow)anno: 2018

prezzo di vendita al pubblico: 400,00

citazione: A me piace prendere il Natale un pò alla volta, per tutto l’anno. E

perciò mi lascio trasportare fino ad arrivare alle vacanze -lascio che mi

colgano di sorpresa- svegliandomi un bel giorno e dicendo improvvisamente

a me stessto: “Caspita, questo è il giorno di Natale!”(Ray Stannard Baker)

 

Rassegna stampa:

http://www.arte.it/calendario-arte/venezia/mostra-let-it-snow-56909

Amore, sostantivo plurale |Before The Flood – Punto di non ritorno

Quando Erika Lacava propose questa mostra mi incuriosì’  molto titolo e, l’amore inteso nelle sue totali e piu’ ampie visioni, poter esprimere il proprio concetto e idea di amore attraverso la fotografia già un’emozione. Nasce cosi’ questo piccolo trittico nel quale ho voluto provare a contaminare l’immaginefotografica attraverso il metodo  shibori ,  un’antica tecnica giapponese per la tintura dei tessuti ancora poco conosciuta in Occidente. Nello shibori i tessuti vengono legati e manipolati, oppure protetti in altri modi, prima di venire immersi nel bagno di tintura, cosi’ ho fatto con la stampa fotografica realizzata in questo caso specifico su una speciale carta di riso. Ricercavo la casualità di quei segni che avrebbero intaccato l’immagine per sempre.

Nelle parole di Marco Bisotti , che prendo in prestito si sintetizza il mio modo di vedere l’amore , quello vero, quello che travolge “Credo che l’amore abbia un punto di non ritorno, un punto che una volta varcato non ci permette di tornare indietro. E’ in quel preciso istante che ci si spoglia dei vestiti razionali e ci si tuffa in mare, dimenticando il salvacuore, anche se non sappiamo nuotare. E forse quel punto ogni volta diventa l’incoscienza più preziosa della nostra vita”

La luna blu Marco Bisotti

COMUNICATO STAMPA

AMORE, SOSTANTIVO PLURALE

a cura di Erika Lacava 14 – 17 Marzo 2019

Inaugurazione: giovedì 14 Marzo, ore 18.30

Arnaout Spazio Arte

Viale Abruzzi 90, Milano MM1-MM2 Loreto

Giovedì 14 Marzo alle ore 18.30, presso Arnaout Spazio Arte, Milano, inaugura la mostra “Amore, sostantivo plurale” a cura di Erika Lacava.

Frutto di una riflessione sui significati plurimi della parola “amore”, indagati e isolati da 20 artisti scelti per le loro caratteristiche differenti, la mostra si propone di rappresentare, attraverso la dialettica di differenza e ripetizione cara a Deleuze, la difformità contenuta all’interno di una singola parola usata abitualmente nei suoi significati differenti, tutti rappresentanti sentimenti immensi.

Dall’amore nel senso tradizionale per il proprio compagno/a, alla sua estensione in senso fisico, scisso da quello affettivo, nel sesso. Dall’amore che diventa possesso e a volte violenza, all’amore invece idealizzato, platonico e sospirato. Dall’amore incondizionato per i figli, di una tenerezza infinita, all’amore per il prossimo. Dall’amore divino per il creato a quello per le proprie passioni, fino all’amor proprio che è rispetto e dignità di sé.

Così come significati così diversi sono racchiusi in un solo e unico lemma, il parametro comune alle differenti opere presentate è la cornice, modello Ikea Ribba, eletta contenitore il più neutro possibile e reperibile in un negozio dalla diffusione più ampia possibile, atta a ospitare contenuti quanto più differenti. Grazie all’uniformità della cornice e alla sua ripetizione modulare, emerge ancor più chiara la differenza tra i singoli autori, rafforzata nel ritmo dalla disposizione in verticale delle opere in dittici o trittici.

Passare in rassegna le file di opere sarà come scorrere le righe di un dizionario alla voce“amore”, fermandosi a riflettere su ogni singolo significato proposto.

Amore, creatura fragile e delicata, simile alle piccole lune di Michela Baldi, una sospesa, come l’equilibro precario dell’amore, e una parzialmente velata di rosso, come un sentimento protetto e parzialmente mostrato. Impermanente come l’haiku del poeta e mistico Moritake che giace nel palmo della mano di Lia Bottanelli, correndo lungo le linee del cuore, della testa e della vita, in dittico con le definizioni del termine “carezza” di J.P. Sartre.

Il prendersi cura è il sostenere l’altro su di sé e tenere la sua anima tra le mani per il giovaneFederico Montesano, mentre l’amore totale, senza limiti, dell’artista veneto Giulio Malfer è una ragazza dai capelli corvini che riempie lo spazio con i suoi seni abbondanti e non lascia scampo al pensiero razionale. Luisa Cittone, illustratrice, rende con pochi tratti di grafite la tensione erotica dei corpi abbracciati, mentre quelli ritagliati e incollati dall’artista romano Mauro Molinari sono quasi trasformati e sfigurati in piatte figure bidimensionali. Amore in bilico tra ideale e passionale è invece quello rappresentato dalla toscana Elisa Zadi, in un dittico ispirato all’”Amor Sacro e Amor

Profano” di Tiziano, legato con un filo rosso-amore a simboleggiare il legame, non sempre intuito ma inscindibile, tra questi due aspetti dell’amore.

L’amore è un giardino” è il titolo delle opere a quattro mani della ceramista Margrieta Jeltema e della fashion designer Valeria Chernova che propongono giardini di delizie in stile rococò dai dettagli finissimi, con vasi, fiori e uccelli appollaiati sui rami, paesaggio ideale per gli sguardi sognanti dei “giardini platonici” del torinese Daniele Bianco che raccontano di spazi recintati e protetti dal mondo, a cui solo gli amanti possono accedere.

Il trittico di fotografie delle acque piegate e riaperte, in cui ci si tuffa senza il “salvacuore”, lasciano la traccia rossa dei ricordi nelle opere della fotografa Paola Rizzi, mentre nelle opere di Simonetta Testa l’amore tesse lunghi grovigli di fili intorno e dentro le immancabili lettere d’amore, nelle differenti fasi dell’innamoramento, della passione e del per sempre. Lo squalo, la manta e il serpente della giovane artista Giulia Lazzaron, disegnati nell’oceano del suo occhio ingrandito, mostrano quanto un microcosmo possa somigliare a un universo, e il suo amore per il creato, mentre l’amore fraterno compare nella coppia di lavori del trevisano Stefano Martignago in un abbraccio di umanità tra due senzatetto addormentati.

Opere che vanno oltre il limite della cornice sono la grande scultura di Marisa Vanetti, inno a un amore incondizionato, trasversale, transgender, trans-umano, al di là delle differenze di genere, di razza umana o animale, minerale e vegetale, e le piccole lanterne in ferro forato di Mauro Pinotti, che, dandosi luce a vicenda, danno origine a un amore.

Il pane ricamato di Camilla Marinoni propone la forma anatomica del cuore, organo centrale della vita e delle passioni, così come il pane è alimento quotidiano delle nostre vite. Fortemente simbolica anche l’opera “Confini” dell’artista sarda Maria Jole Serreli, una frattura in un piatto che non può più essere sanata, e resta lì, a segnare il limite delle reciproche vite, che un nuovo filo ha provveduto a ricucire, ognuna individualmente.

Paola Pietrogrande sceglie invece per un’installazione a soffitto la forma-simbolo inflazionata del cuore per rendere il concetto universale di astrazione, ma scomponendola in tasselli che indicano il battito e il respiro dell’amore. Fuori formato, infine, il trittico dell’artista siciliana Milena Nicosia, metafora del sentimento di amore e odio per la sua terra, nella nostalgia di fiori che si trasformano in rovi a minacciare il suo vestito da bambina, e il quadro astratto di Marta Bonaventura, rosso come il colore comunemente legato al sentimento dell’amore.

Venerdì 15 Marzo alle 18.30 sarà ospite in un evento collaterale alla mostra Alice Zannoni, autrice di “L’arte contemporanea spiegata a mia nonna”, che racconterà al pubblico il suo particolare rapporto di amore con nonna Zita che ha dato origine al libro.

La mostra resterà aperta fino a Domenica 17 Marzo con i seguenti orari:

Ven-Sab-Dom: ore 11.00-13.00 e 15.30-18.30 Altri orari su appuntamento

Viale Abruzzi 90, Milano

UFFICIO STAMPA:

www.m2fcommunication.it m2fcommunication@gmail.com

Before The Flood – Punto di non ritorno
A vedere il mare portaci chi ti sa capire senza parlarestampa su carta di riso 24×24 cm dipinto a china

 

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