Tag: autoritratto

Black And White International Award 2016

blackwhite1 paola-rizzi-blackandwhiteaward-exhibition2016

Con grande piacere apprendo di essermi aggiudicata il terzo posto al concorso internazionale

Black and White Award 2016 – Roma  per la sezione “single shot”  con un’ autoritratto  che aveva già

ottenuto riconoscimenti nel 2015.

link:  http://www.blackandwhiteaward.com/

https://www.facebook.com/blackandwhiteaward

ESPOSIZIONE OPERE:

18 Novembre  2016

Roma, Spazio del Navigatori 6 SPAZIO TETENAL

Opening ore 19.00

 

strato

 

Nel cercare di aggirare le rappresentazioni
stereotipate della ritrattistica fotografica può capitare che mi ritrovo ad  essere
vittima delle mie stesse elaborazioni, bastano cosi’ pochi elementi a scatenare un pensiero che vuole diventare
immagine per condurre lo sguardo di chi osserva attraverso un linguaggio visivo essenziale ma che ha bisogno di una chiave di lettura …parliamo di una malattia neurodegenerativa , parliamo di Alzheimer una patologia neurodegenerativa, progressiva ed irreversibile, che colpisce il cervello che rappresenta oggi  la più comune forma di demenza, intesa come una progressiva perdita delle funzioni cognitive; il morbo di Alzheimer influisce, infatti, sulle capacità di una persona di portare a termine le più semplici attività quotidiane, andando a colpire aree cerebrali che controllano funzioni come la memoria, il pensiero, la parola.
Il declino progressivo delle funzioni intellettive porta, nel malato di Alzheimer, ad un conseguente peggioramento della vita di relazione, dovuto alla perdita di controllo delle proprie reazioni comportamentali ed emotive. Negli stadi finali della malattia sopraggiunge la perdita dell’autonomia che spesso richiede l’istituzionalizzazione.

 

ph paola rizzi
tratto da //www.my-personaltrainer.it/salute/morbo-di-alzheimer.html

 

 

L’autoritratto…

 

Nella fotografia, come nella pittura l’autoritratto incarna la massima autorappresentazione di se stessi e

dopo aver trascorso anni ad osservare le persone attraverso l’obiettivo nel mio continuo essere sempre in divenire

ho iniziato da qualche tempo una fase sperimentativa.

“Attraverso lo sguardo, metafora del suo potere creativo, l’auto-ritrattista acquisisce un triplice ruolo, in quanto è allo stesso tempo autore, soggetto e spettatore”, ha affermato Cristina Nuñez,

fotografa spagnola che ha proposto l’autoritratto come metodo di auto-terapia …autrice, soggetto e spettatrice…una necessità, una curiosità o una nuova fase fotografica? non saprei,

ma in questo stato di grazia di totale liberta’ di azione ci si perde tra rappresentazioni di se stessi e recite che diventano puro divertimento.

Ed è ancora in un’altra frase della Nuñez, che ho ritrovo parte delle motivazioni che mi hanno spinto verso questa ricerca infinita “…l’artista è in un certo senso

separato dal mondo, perchè in costante lavoro introspettivo, e questo causa spesso disagio esistenziale. Nel momento in cui

l’opera puo’ essere intimamente condivisa da un pubblico, esiste per lui la possibilità di liberarsi dai confini dell’io..”

link consigliati:

 

link consigliati:

Cristina Nunez

Autoritratto self portrait experience “NaturalMente”

Succede che anche i fotografi, come del resto prima di noi i pittori, vengano catturati dalla

tentazione di riprendersi. Da tempo desideravo pormi difronte al mio stesso obiettivo e visto che

da ormai un paio di anni sto sperimentando le potenzialità dell’iphone ho deciso di usare questo

(nemmeno tanto semplice) strumento dalle grandissime potenzialità.

Fotografia introspettiva? smania di egocentrismo o narcisismo? forse  non direi…come diceva Francesca Woodman, senza per

questo volermi nemmeno affiancare lontanamente alla grandissima artista americana  “Fotografo me stessa perché sono sempre disponibile”

La  Woodman usava in gran parte esposizioni lunghe o la doppia esposizione

http://www.lucidistorte.it/fotografia/i-grandi-fotografi/francesca-woodman/

Ed è dalla doppia esposizione che io sono partita da un gioco di doppi scatti dall’unione della mia immagine

insieme a quello degli elementi naturali di cui amo circondarmi e che alimentano le mie fantasie visive, loro sono

dentro di me, sono parte di me.

Un’altra geniale “regina” dell’autoritratto, casualmente sempre donna (quasi a rafforzare l’ipotesi che le donne

abbiamo voglia di farsi conoscere per quello che sono attraverso gli strumenti che utilizzano per passione o professione): Cristina Nunez

http://cristinanunez.com/ si è messa in gioco attraverso l’autoritratto ha fotografo non solo se stessa ma i suoi stati

d’animo è andata oltre alla fisicità per raccontarci le sue sensazioni.

Nell’epoca del “social-ritratto” ha senso seguire questa strada a livello fotografico?

Si, sempre, ogni volta che sento la necessità di esprimermi attraverso la fotografia in un determinato modo

sento che non è frutto di contaminazioni moderne ma l’esigenza di esprimermi attraverso l’unico modo che conosco.

 

We use cookies to ensure that we give you the best experience on our website. If you continue to use this site we will assume that you are happy with it. Ok