Tag: fotografia

Il sentimento dell’IO mostra fotografica di Paola Rizzi

Si inaugura il 9 marzo alle ore 19,30 nell’esclusivo spazio espositivo delle Prigioni del Castello Sforzesco di Vigevano  la mostra fotografica “Il sentimento dell’IO”.  Nelle vecchie celle delle prigioni troveranno posto 36  dei 75 scatti realizzati per il progetto legato al libro ” un gelato per amore”di cui Maria Paola Colombo, scrittrice , scrive:.

“ questo libro è dedicato a noi donne, a quella bellezza che ci illumina il volto quando viviamo in libertà. Tutte le donne dovrebbero essere li- bere di scegliere per la propria vita, potendolo fare senza paura, con gioia. Il pensiero va a quel- le i noi che sono state – e sono ancora- obbligate, umiliate, distrutte da una violenza folle. Ma quel- lo stesso pensiero si allarga e ci raccoglie tutte: noi, figlie, mogli e madri, così naturalmente in- clini al sacrificio, a provvedere a tutto e a tutti, a rimandare a dopo e al domani i nostri bisogni” Paola Rizzi ha fotografato 75 donne che si sono offerte di essere ritratte dietro una vetrina utiliz- zata dalla fotografa come metaforico simbolo di protezione ancora oggi necessaria ad una donna diventando così loro stesse interpreti di libertà

Alla realizzazione del lavoro fotografico hanno contribuito 75 donne di tutte le età scelte attraverso inviti, open call o semplicemente fermate per strada. Donne, donne qualunque ritratte dietro ad una vetrina di una gelateria che diventa metafora di una continua necessità di protezione anche e sopratutto nei momenti per se.

Protezione che a Vigevano non tarda ad arrivare attraverso il contributo della Cooperativa Sociale Onlus Kore Centro Antiviolenza, che da anni è in prima linea non solo offrendo aiuto ma cercando di informare ed educare anche i piu’ giovani.

Ho voluto guardare a questo argomento con uno sguardo soave, pur sottolineando la necessità di mantenere alta l’attenzione sull’universo femminile.

Il libro verrà presentato giovedì 8 marzo presso la Libreria Feltrinelli di Piazza Ducale Vigevano direttamente da Roberta Colli e Massimiliano Scotti coautori e ideatori del progetto nato per raccogliere fondi per la Cooperativa Kore.

Sono estremamente felice di poter annunciare la straordinaria  presenza all’opening della mostra dell’artista Silvia Capiluppi che nell’accogliere il mio  invito mi ha consentito di condividere con me e Roberta  la passione per tutto il lavoro.

DATA E ORA

ven, 09 mar 2018, 19:30

dom, 18 mar 2018, 20:00

LOCALITÀ

Castello Sforzesco

20 Piazza Ducale

27029 Vigevano

Link collegati:

Eventa

Eventribe

eventinet

exibart

Award 2017

COMUNICATO STAMPA

WEDDINGS AWARDS 2017 by matrimonio.com

Paola Rizzi Photopierre riceve uno dei premi

Wedding Awards 2017 nella categoria Fotografia e

video

Anche quest’anno più di 47000 del paese si sono candidati per aggiudicarsi il prestigioso

premio.

I premi vengono assegnati tenendo in considerazione le opinioni lasciate dalle coppie di

sposi che hanno acquistato i loro servizi

I riconoscimenti, consultabili all’indirizzo www.matrimonio.com/wedding-awards aiutano

ogni anno le coppie a orientarsi e scegliere tra i vari fornitori al momento di organizzare il

matrimonio.

Vigevano, 21 Marzo 2017. – Paola Rizzi Photopierre di Pavia si è aggiudicata il premio Wedding Awards 2017

per la categoria Fotografia e video. Da quattro anni matrimonio.com assegna il prestigioso premio al fine di

riconoscere l’eccellente lavoro realizzato dalle aziende del settore nuziale nel nostro paese. ha ricevuto uno

dei premi Wedding Awards 2017 nella categoria Fotografia e video conferito annualmente da matrimonio.com,

con l’obiettivo di riconoscere l’eccellente lavoro realizzato dai fornitori del settore nuziale nel nostro Paese.

Anche quest’anno matrimonio.com, leader globale nel settore nuziale, ha assegnato i Wedding Awards alle

aziende e ai professionisti del settore nuziale basandosi esclusivamente sulle opinioni e le valutazioni delle

coppie che hanno usufruito del loro servizio.

Il concorso premia esclusivamente il 5% delle aziende che hanno ricevuto il maggior numero di opinioni in ogni

categoria, tra le più di 44.000 aziende presenti sul portale, basandosi principalmente sulle valutazioni del 2016 e considerando anche la continuità e la qualità del servizio offerto.

“Noi di matrimonio.com consideriamo le opinioni delle coppie appena sposate importantissime perché

testimoniano la loro esperienza con il fornitore scelto e per questo pensiamo che debbano essere proprio loro a valutare e premiare le aziende”, spiega Nina Perez, CEO di matrimonio.com. 18 le categorie dei premi, tra le principali: Banchetto, Catering, Fotografia e video. E in più: Musica, Auto Matrimonio, Trasporto, Partecipazioni, Bomboniere, Fiori e decorazioni, Animazione, Torte Nuziali, Sposa e accessori, Bellezza e benessere, Gioielleria, Luna di miele e altro.

Riguardo a Wedding Planner SL e matrimonio.com

Wedding Planner, S.L., società esercente di matrimonio.com e parte del gruppo WeddingWire, nacque per aiutare gli sposi

Earth Day (Giornata della Terra)

Nata il 22 aprile 1970 per sottolineare la necessità della conservazione delle risorse naturali della Terra. Come movimento universitario, nel tempo, la Giornata della Terra è divenuta un avvenimento educativo ed informativo. I gruppi ecologisti lo utilizzano come occasione per valutare le problematiche del pianeta: l’inquinamento di aria, acqua e suolo, la distruzione degli ecosistemi, le migliaia di piante e specie animali che scompaiono, e l’esaurimento delle risorse non rinnovabili. Si insiste in soluzioni che permettano di eliminare gli effetti negativi delle attività dell’uomo; queste soluzioni includono il riciclo dei materiali, la conservazione delle risorse naturali come il petrolio e i gas fossili, il divieto di utilizzare prodotti chimici dannosi, la cessazione della distruzione di habitat fondamentali come i boschi umidi e la protezione delle specie minacciate.

Gli ultimi miei progetti fotografici girano tutti intorno a questi aspetti, la necessità di documentare non solo il bello che l’ambiente naturale ci dona, ma soprattutto quello che giorno dopo giorno si impoverisce, ancora oggi l’incuria umana provoca gravi danni ambientali, per ultimo quello di Genova ma tanti e tanti altri episodi che non arrivano ad essere divulgati dai mass media su scala nazionale, toccano il territorio esserne a conoscenza ci aiuta ad avere maggiore coscienza e attenzione nei confronti di questa nostra terra.

Sono nati cosi’ lavori come “bereave” una denuncia contro lo sterminio dei rinoceronti ,  “survivor”per parlare della  plastica che ci sommergerà : nel 2050 gli oceani potrebbero contenere più  plastica che pesci, in termini di peso e altri ancora ne seguiranno, ogni scatto sarà la mia voce.

bereave |2016 50x50 ULTRASMOOTH FINE ART PAPER stampa a cura : Edo Bertona

bereave |2016
50×50 ULTRASMOOTH FINE ART PAPER
stampa a cura :
Edo Bertona

“Quando l’ultimo albero sarà stato abbattuto, l’ultimo fiume avvelenato, l’ultimo pesce pescato, ci accorgeremo che non si potrà mangiare il denaro. La nostra terra vale più del denaro. E durerà per sempre. Non verrà distrutta neppure dalle fiamme del fuoco. Fin che il sole splenderà e l’acqua scorrerà, darà vita a uomini e animali. Non si può vendere la vita degli uomini e degli animali; è stato il Grande Spirito a porre qui la terra e non possiamo venderla perché non ci appartiene. Possiamo contare il nostro denaro e bruciarlo nel tempo in cui un bisonte piega la testa, ma soltanto il Grande Spirito sa contare i granelli di sabbia e i fili d’erba della nostra terra….

Citazione ” PIEDE DI CORVO – SIKSIKA – PIEDINERI

fonte: giornata della terra

 

Rime e rimandi fermoimmagine di parole di Giuse Iannello

Ho sempre pensato che quando la fotografia incontra altre forme espressive ne trae spesso beneficio, ma quando

l’incontro avviene con la parola, beh…si tratta di magia.

Essere tra i fotografi scelti da Giuse Iannello per il suo libro “Rime e Rimandi” lo ritengo non solo un piacere

ma un grande onore per la stima che riverso in Giuse che, guarda caso,  ho conosciuto proprio in occasione di

un bellissimo evento che ci aveva portato a far combaciare parole a immagini..

E,  in questo gioco di parole e fotogrammi che si intrecciano e parlano, mi trovo a mio agio.

Quando in un’immagine realizzata da un fotografo uno scrittore trova le sue parole, i suoi pensieri e le sue fantasie

è un momento non solo di “fusione” ma di grande armonia.

Grazie Giuse.

rime e rimandi

rime e rimandi

vendita libro

Giuse Iannello

 

project 365

PROJECT 365

Personale di Paola Rizzi CIVICO8galleria 26 settembre – 11 ottobre 2015

Quante cose accadono nell’arco di 365 giorni? Quante di quelle cose ricordiamo? Ma soprattutto, di quei 365 giorni, quanti ne abbiamo vissuti realmente? Siamo abituati a vivere in un mondo frenetico, in cui potremmo considerare il presente già come passato, poiché durante ogni attimo siamo già oltre. E, proprio a causa di questa velocità, non sappiamo vedere. Questa totale mancanza di capacità d’osservazione ci porta a scattare fotografie principalmente durante le vacanze, come se solo durante quei giorni di assoluta spensieratezza, divertimento e risate ci fosse davvero qualcosa da ricordare della nostra vita. Peccato siano solo una parte infinitesimale di tutte quelle emozioni che proviamo ogni giorno, di tutti quei piccoli eventi che accadono quotidianamente, e di tutti quei momenti che compongono la nostra storia. Quella vera. Paola Rizzi, dopo aver indagato a lungo sulla vita e sulle emozioni con altri cicli fotografici, arriva oggi a raccontare se stessa in 365 scatti, uno al giorno, nell’anno del suo cinquantesimo compleanno. Non sono soltanto autoritratti da cui potremmo dedurre come è cambiata l’artista in un anno, sotto il puro aspetto esteriore, ma sono scatti dell’anima in cui vengono immortalati attimi vissuti, oggetti che hanno catturato l’attenzione dei suoi occhi, emozioni fugaci o persistenti. Momenti, giorni, vite intere. Due possono essere i filoni tematici di questa personale fotografica: il tempo e il mezzo. Il protagonista del romanzo Revolutionary Road sostiene che la capacità di misurare e suddividere il tempo ci offre una quasi inesauribile fonte di consolazione: come se, misurando il tempo, potessimo trovare sollievo dal dolore dell’esistenza umana. dare un inizio e una fine alle emozioni, senza curarci di viverle realmente. Alquanto cinico. Gli scatti di Paola Rizzi, però, non vogliono essere strumenti di misurazione, ma testimoni di un tempo che è stato, pur portando i suoi effetti ancora nel tempo che è. Hic et nunc. Un anno, giorni passati, emozioni vissute e situazioni svanite che permettono al presente di essere tale, in continuo divenire. Cosa possiamo quindi definire presente? Ogni lasso di tempo non è altro che una nostra proiezione in vite diverse che non ci accorgiamo di vivere. Per questo, attraverso degli scatti potremo conoscere chi siamo stati e chi saremo. Il tema del mezzo è, invece, al centro delle più aspre discussioni tra fotografi: Paola Rizzi ha, infatti, utilizzato un comune smartphone per ognuno degli scatti in mostra. Molti dei fotografi legati ad una corrente di pensiero conservatrice, inorridirà al pensiero di scatti fotografici realizzati attraverso un così banale strumento tecnico, ma la realtà è che il vero fotografo lavora con il cuore , con la testa e con gli occhi, senza aver bisogno di sofisticati mezzi. Ciò che rende uno scatto unico, è la capacità di trasmettere a chi osserva la stessa emozione di chi ha scattato; di regalare a chi non c’era l’emozione di un attimo. Già alcuni anni fa la Magnum “l’agenzia delle agenzie” ha candidato come nuovo membro Michael Brown, uno dei più famosi fotogiornalisti che nel 2011 ha pubblicato un servizio fotografico su National Geographic Magazine, interamente realizzato attraverso il suo Iphone. E dunque, se la più importante agenzia fotografica approva l’evoluzione della fotografia con questi nuovi strumenti, come si può non pensare anacronistica una opposizione? Ciò che fa dell’uomo un fotografo è la capacità di cogliere quell’attimo in cui sta succedendo, e nella nostra quotidianità lo smartphone è l’oggetto che abbiamo sempre con noi. Certo, non possiamo immaginare di ottenere un uguale taglio dell’immagine, non possiamo pensare che un telefono possa sostituire una macchina fotografica, ma possono efficacemente coesistere. Non ci sarà uno strumento giusto ed uno sbagliato, ma due strumenti diversi. Migliaia di scatti diversi. Paola Rizzi, attraverso questa ardita mostra personale ha dimostrato come l’oggetto quotidiano possa farsi interprete della quotidianità. Come ciò che distingue un fotografo da tutti gli altri è la capacità di osservare e di raccontare, non lo strumento che utilizza. Paola Rizzi, come viene definita da un amico, è un cuore con un battito che fa click. Si rispecchia molto in questa definizione poiché nei suoi racconti fotografici ascolta sempre il cuore, che sia suo o di chi viene raccontato attraverso gli scatti. Si definisce una fotografa che guarda e che racconta. Da sempre ha amato la fotografia, ma solo quando tutto le è sembrato perduto, ha deciso di dedicare tutta se stessa a quest’arte, rinunciando a certe canoniche sicurezze.

Facebook evento

Nadir Magazine News

Galleria Civico 8

event

heyvent

 

…e ritorno al ritratto

Se nella fotografia ci sono molti aspetti in cui adoro cimentarmi,  sperimentare e giocare fino a perdere le radici,  senza ombra di dubbio il campo

della ritrattistica rimane quello che mi affascina piu’ di tutti,  forse la ragione di questa passione

risale veramente alla “mia notte dei tempi” a quelle vecchie fotografie di famiglia che mi hanno

accompagnato tutta la vita raccontandomi  qualcosa di me.

E’ grazie alla passione di un papà che probabilmente mi ha trasmesso nelle vene qualcosa di piu’

che del sangue,  che fotografo da sempre e da sempre ricerco volti per raccontare storie.

E’ il caso di Samuele.

Samuele appartiene ad un’altra epoca, non puo’ essere un contemporaneo, i suoi modi e la

sua gentilezza sono in ogni suo gesto, a volte ti sfiora persino il pensiero che potrebbe non essere di questa terra.

Il suo desiderio era quello di avere delle fotografie che raffigurassero la sua fisicità,  dopo duri mesi di allenamento

aveva raggiunto  una forma fisica perfetta , ma questo e’ diventato

ben presto, dal mio punto di vista un elemento  secondario, Samuele è altro…ed è li che mi sono soffermata un po’ di piu’

ad osservare.

Photofestival 2015 LETTO 425 (un caso disperato) di Paola Rizzi

Questo lavoro fotografico, nasce come ho detto gia’ piu’ volte  da un’esigenza personale, non  è stato cercato, non è stato pensato avevo solo bisogno di raccogliere tutto e forse, come spesso accade, la fotografia che nasce spontanea senza forzature è quella che arriva a destinazione di chi osserva senza tante parole. Selezionate ad una lettura portfolio da Antonio Grassi direttore artistico del Gruppo Gieffesse di Sesto San Giovanni, che ringrazio per l’invito, le 20 immagini che compongono il progetto saranno in mostra dal 6 al 27 giugno 2015 presso i locali della Civica Fototeca “Tranquillo Casiraghi”Villa Visconti d’Aragona – Via Dante 6 Sesto San Giovanni – Circuito Photoffestival Milano 2015

Photofestival Milano 2015

http://www.gieffesse.it/

Libro acquistabile online su BLURB

 

 

mostra sesto san giovanni

parole e immagini

Spesso capita  che alcuni testi mi suggeriscano delle immagini, a volte quelle parole rimango li

sospese nella testa e senza saperlo vado a cercarle con lo sguardo nella mia quotidianità come se avessi bisogno di

definirle di farle diventare delle fotografie.

Altre volte, succede l’ opposto,   parole che cercano immagini come se avessero bisogno di essere “viste” oltre che udite

ed in questi casi che due “voci” , due modi di raccontare diventano complementari si abbracciano fino a

diventare un’unico modo di dire le cose.

Una poesia di Giuse Iannello ha avvolto una mia fotografia e nel ringraziare Giuse per averla scelta tra le tantissime immagini che

viaggiano nel web, la ringrazio anche per avermela riportata alla memoria…adesso mi e’ impossibile pensarla separata dalle

sue parole.

 

UN TANGO NELL’ARIA
dei profumi d’estate si nutre
e rotola lento
sul tuo scialbo profilo.
Fragile e spento
nell’ombra della sera
è il fiore dell’ibisco
dalla breve vita,
che all’effimera beltà
mai si ribella.

Tu non hai vino, non hai erba,
non hai più illusioni
e molti giorni stanchi
sulle spalle.

Niente è rimasto
del tempo amaro
del tempo tenero
degli amori perduti.

Rimani nella musica
-fermo –
a fissare progetti mai nati
con lo sguardo assente
di chi non giudica,
ma indifferente osserva
lo spegnersi della fiamma,
d’ogni passione l’andare,
senza rimpianti, senza più rancore.

Giuse Iannello

http://giuseiannello.wix.com/giuse-iannello

il mio sogno….(il circo)

Ho sempre pensato che  la bellezza dell’espressione  fotografica sia  racchiusa  nelle  infinite sfaccettature dei  mezzi e dei stili che si posso

utilizzare e averne la piena conoscenza di tutti sarebbe il modo migliore per affrontare  i propri limiti o comprendere quale

in effetti ci appartengano piu’ di altri.

Sono cresciuta attraverso il  “reportage” termine inflazionato in tutti i campi soprattutto nel settore del wedding, dove per reportage intendiamo

il racconto cronologico di un’evento.

Il reportage  fotografico prevede un’analisi attenta e strutturale di un argomento e forse e’ per questo che e’ uno degli aspetti della fotografia che

piu’ di altri mi ha sempre affascinato entrare a contatto con  persone  e situazioni,  approfondire tematiche di attualità mi

ha sempre regalato prima di tutto grandi emozioni .

Quando si corre dietro a piccole storie si torna sempre con qualcosa di piu’ dentro.

fotografia tratta dal lavoro “Circo di Barcellona”

fondato dalla famiglia Franchetti negli anni 20, oggi il Circo viene

gestito dai figli e i nipoti  di Giancarlo Franchetti, cimentandosi nei vari ruoli che il “tendone” richiede ed e’ dietro questo alternarsi di ruoli che

nasce la magia di questo circo.

 

by paola rizzi

 

Francesco Cito | serata d’autore a Vigevano

Ho conosciuto un uomo, prima del fotografo.

Quando da ragazzina appassionata, quale sono sempre stata di fotografia, vidi per la prima volta

una mostra fotografica di Francesco Cito fu un suo lavoro realizzato in Palestina a folgorarmi.

Quelle immagini mi catturarono totalmente, la straordinaria bravura nel catturare istanti di vita

mantenendo sempre composizioni di notevole impatto visivo mi fecero subito apprezzare

il suo modo di fotografare.

Ritengo che dietro a certi scatti ci sia sempre una persona particolare e,  nel suo caso, devo dire che  non mi

sono sbagliata. Ho fatto il possibile per arrivare  a lui e conoscerlo ma non solo, farlo conoscere in

una serata a lui dedicata dalla SFV , l’associazione fotografica alla quale appartengo.

L’incontro di venerdi’ 24 aprile tenutosi presso la Sala del Ridotto del Teatro Civico Cagnoni ci

ha riportato in tutta la sua integralità quell’uomo che avevo percepito esistesse guardandone soltanto le

immagini.

Il suo vissuto non lo ha reso più duro, la sua bravura non lo ha reso arrogante .

L’avrei ascoltato per ore, probabilmente tutti l’avrebbero ascoltato parlare all’infinito

mentre scorrevano le sue immagini per percorrere insieme una vita fatta di aneddoti al confine dell’irreale.

E oggi , non si fermano qui i miei desideri, vorrei che un giorno, non troppo lontano, questa mia città potesse

ospitare una sua mostra completa, vorrei che al di la’ degli appassionati, tutti comprendessero il valore

di una “certa” fotografia.

http://www.photogalleria.it/index.php?foto=0020-0001-01&autore=francesco%20cito

Questo sito utilizza i cookie PHOTOPIERRE.IT utilizza file di testo chiamati “cookies” per migliorare la tua esperienza di navigazione sul sito. Accetta Cookies