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I.caught di Paola Rizzi

I.CAUGHT NASCE DA UNA PERFORMANCE FOTOGRAFICA DURANTE LA QUALE LE PERSONE INTERVENUTE ALLA SERATA TENUTASI PRESSO L’EX PALAZZO COIN DI VIGEVANO SONO STATE INVITATE A SEGUIRMI AL BUIO.UNA MACCHINA FOTOGRAFICA E L’AIUTO DI UN AMICO CON UNA TORCIA HA DATO ORIGINE A TUTTO IL RESTO. VOLEVO “CATTURARE” LA LORO ATTENZIONE, IL LORO SGUARDO E ANCHE , SE CI FOSSE STATO IL DISAGIO . IL RITRATTO FOTOGRAFICO LASCIA LE SUE VESTI USUALI PER DIVENTARE TRA LE MIE MANI UNA ESPLORAZIONECATTURARE LA PRESENZA DI UNA PERSONA IN UN ATTIMO E’ STATA UNA SFIDA, RICERCARE LA LORO ESSENZA NELLE PAROLE DI OSCAR WILDE ATTRAVERSO IL LIBRO “IL RITRATTO DI DORIAN GRAY” E’ STATO INTERESSANTE…
E’ NATA COSI’ LA SECONDA FASE DEL LAVORO:  UNA COMPOSIZIONE DI IMMAGINI E PAROLE, IMMAGINI ALLE QUALI SI ARRIVA SOLAMENTE UNA VOLTA CHE SI È CATTURATI DALLA VOGLIA DI ANDARE OLTRE, DAL DESIDERIO DI OSSERVARE …NELLA VITA NON BISOGNEREBBE PENSARE ALL’ARRICCHIMENTO ESTERIORE PERCHÉ DI ESSO NON RIMARRÀ NULLA; LA COSA PIÙ IMPORTANTE È ARRICCHIRSI INTERIORMENTE, CERCARE NELL’ANIMO VALORI, SENTIMENTI CHE SARANNO INDELEBILI E CHE POTREMO TRASMETTERE A CHI C’È VICINO.

 

 

L’autoritratto…

 

Nella fotografia, come nella pittura l’autoritratto incarna la massima autorappresentazione di se stessi e

dopo aver trascorso anni ad osservare le persone attraverso l’obiettivo nel mio continuo essere sempre in divenire

ho iniziato da qualche tempo una fase sperimentativa.

“Attraverso lo sguardo, metafora del suo potere creativo, l’auto-ritrattista acquisisce un triplice ruolo, in quanto è allo stesso tempo autore, soggetto e spettatore”, ha affermato Cristina Nuñez,

fotografa spagnola che ha proposto l’autoritratto come metodo di auto-terapia …autrice, soggetto e spettatrice…una necessità, una curiosità o una nuova fase fotografica? non saprei,

ma in questo stato di grazia di totale liberta’ di azione ci si perde tra rappresentazioni di se stessi e recite che diventano puro divertimento.

Ed è ancora in un’altra frase della Nuñez, che ho ritrovo parte delle motivazioni che mi hanno spinto verso questa ricerca infinita “…l’artista è in un certo senso

separato dal mondo, perchè in costante lavoro introspettivo, e questo causa spesso disagio esistenziale. Nel momento in cui

l’opera puo’ essere intimamente condivisa da un pubblico, esiste per lui la possibilità di liberarsi dai confini dell’io..”

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Cristina Nunez

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