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New Delhi e Rajastan

India, dicembre 2015 per un fotografo viaggiare non sempre vuol dire girare per il mondo, viaggiare è uno stato mentale che ti porta lontano anche sotto casa. E’ infatti cosi che scopro giornalmente cose nuove nel mio quotidiano e non sento quasi più la necessità di avere la mia macchina fotografica quando le vacanze mi portano in qualche posto nuovo. Cosi’ è stato in India, ti travolge i sensi, tutti…la vista si intasa, l’olfatto si  stordisce, il gusto rimane rapito dai mille sapori, l’udito…beh…l’udito cerca disperatamente il silenzio e il tatto si perde nella morbidezza dei tessuti. In tutto questa esplosione la vista rimane impoverita, vaga, cerca vede ma non mette a fuoco, cerca immagini che non siano quelle che ha già visto. La mia India, il mio piccolo  pezzo di India, vista in pochi giorni ma che ha lasciato intatto i sogni che l’accompagnavano da anni. La mia India, fatta di immagini attraverso le quali non voglio raccontare un popolo, una terra e tantomeno i sapori …ma solo le mie sensazioni e le mie sensazioni si sa,  hanno un anima bianca e nera.

 

 

ph Paola Rizzi

 

 

parole e immagini

Spesso capita  che alcuni testi mi suggeriscano delle immagini, a volte quelle parole rimango li

sospese nella testa e senza saperlo vado a cercarle con lo sguardo nella mia quotidianità come se avessi bisogno di

definirle di farle diventare delle fotografie.

Altre volte, succede l’ opposto,   parole che cercano immagini come se avessero bisogno di essere “viste” oltre che udite

ed in questi casi che due “voci” , due modi di raccontare diventano complementari si abbracciano fino a

diventare un’unico modo di dire le cose.

Una poesia di Giuse Iannello ha avvolto una mia fotografia e nel ringraziare Giuse per averla scelta tra le tantissime immagini che

viaggiano nel web, la ringrazio anche per avermela riportata alla memoria…adesso mi e’ impossibile pensarla separata dalle

sue parole.

 

UN TANGO NELL’ARIA
dei profumi d’estate si nutre
e rotola lento
sul tuo scialbo profilo.
Fragile e spento
nell’ombra della sera
è il fiore dell’ibisco
dalla breve vita,
che all’effimera beltà
mai si ribella.

Tu non hai vino, non hai erba,
non hai più illusioni
e molti giorni stanchi
sulle spalle.

Niente è rimasto
del tempo amaro
del tempo tenero
degli amori perduti.

Rimani nella musica
-fermo –
a fissare progetti mai nati
con lo sguardo assente
di chi non giudica,
ma indifferente osserva
lo spegnersi della fiamma,
d’ogni passione l’andare,
senza rimpianti, senza più rancore.

Giuse Iannello

http://giuseiannello.wix.com/giuse-iannello

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