Tag: paola rizzi

Urban Art – Milano Spazio Arnaout

In occasione della mostra artistica a Milano allo Spazio Arnaout espongo un nuovo concetto di lavoro le cui radici  si trovano in Opsis il lavoro presentato a Venezia.In questo nuovo progetto, lascio la carta fotografica per dare rilievo a questa opera attraverso materiali nuovi e ricercati, mi riferisco in modo particolare all’affresco digitale che in questo lavoro trova a mio avviso la sua collocazione espressiva, realizzato  artigianalmente dalla società’ Lizea appositamente per questa opera.

 

Testo criticoL’indagine fotografica di Paola Rizzi affonda le radici in   tematiche legate all’identità degli spazi urbani dimenticati per esplorare Il tempo e i ricordi  che sono ancora una volta i soggetti prediletti all’autrice, argomenti che ha affrontato piu’ volte anche nelle sue ricerche sociali. Questa volta l’aspetto caratterizzante del progetto si incentra sulle porte , passaggi metaforici di vita che nel trovare abbinamenti ai numeri civici induce  a considerare l’aspetto di come la vita sia in continuo movimento e non si ripeta mai uguale a se stessa. In sintesi , alla “porta” Paola affida il concetto di movimento da uno stato dell’essere ad un’altro e in questa nuova atmosfera che, secondo l’autrice, la memoria viene spinta  ad elaborare nuove tracce cosi’ da poterle trattenere come ricordo; ricordo che molto spesso viene affidato ai numeri.Ad ogni numero è associata una vibrazione particolare. La nostra esistenza stessa è scandita da numeri a cui siamo legati anche sotto forma di date, esistono un’infinità di numeri che trasmettono messaggi e ricordi. Ai due pezzi “interi”stampati su uno strato di affresco realizzato artigianalmente  si abbinano singole porte stampate su cemento da collezionare o regalare sapendo di offrire un pensiero unico.

 

IL MIO NOME E’…GIOCONDA Intrecci e feelings nell’arte delle donne

 

Con la serie “la coscienza della natura “ Paola Rizzi propone una sua interpretazione artistica riguardo il principio fondamentale di cambiamento “l’ambiente è una priorità,” l’essere umano e’ natura , la ragione che esplora gli spazi alla ricerca del vero e del giusto .Nel dialogo tra uomo e natura vi è l’urgenza di un’educazione geografica innovativa, connotata come autocoscienza della Terra. In questa serie di trittici traspare il concetto di presa di consapevolezza un primo passo verso un dialogo necessario per diventare «coscienti»: per capire i principi essenziali per sostenere l’intreccio della vita.

Comunicato Stampa:

IL MIO NOME E’…GIOCONDA

Intrecci e feelings nell’arte delle donne

Spazio b – Palazzo Sanseverino

Corso della Repubblica 19, 27029 Vigevano – PV

Nell’anno di Leonardo da Vinci l’icona che più rappresenta il personaggio poliedrico ed

emblematico del genio Vinciano è certamente la Gioconda. Il suo sorriso enigmatico, i molteplici

significati impliciti in questa opera misteriosa, il tributo che la storia dell’arte ha riservato in questi

secoli a Lisa Gherardini, in arte Monna Lisa, è oggi sinonimo di capolavoro, modello da imitare e

studiare continuando a ricercare verità ancora da scoprire. La Donna e la sua evoluzione nel lungo

il percorso storico che ci separa dal Rinascimento ai giorni nostri, sono al centro delle opere

esposte e del dibattito attorno a questa mostra presentata a Vigevano nei locali Spazio b, a partire

da sabato 30 marzo 2019. I punti di vista originali e i livelli diversi di interpretazione proposti dalle

artiste chiamate ad esibirsi in questa mostra, aprono orizzonti esplorativi alla contemporaneità

femminile e alla ricerca di territori formali e culturali che la condizione della Donna nel terzo

millennio pone oggi come prioritari. Performance, installazioni, opere, conferenze

accompagneranno il pubblico durante tutto il periodo espositivo, per animare, attraverso l’arte,

l’universo degli interessi e delle conoscenze sulla realtà della Donna contemporanea e del suo

“sentire” femminile.

La mostra, curata da Fortunato D’Amico, vede la partecipazione delle artiste:

 Silvia Capiluppi

 Montserrat Gomez Maya

 Raluca Andreea Hartea

 Elisa Marchesani

 Daniela Pellegrini

 Paola Rizzi

 Maria Francesca Rodi

 Collettivo il Nodo – La Chicca e le Sciure

IL MIO NOME E’…GIOCONDA

Intrecci e feelings nell’arte delle donne

dal 30 marzo al 14 aprile 2019

La mostra sarà inaugurata sabato 30 marzo 2019 alle ore 18.45

Spaziob – Corso della Repubblica 19, Vigevano

Orari: sabato e domenica ore 17 ‐ 19,30 ‐ Lunedi – venerdì su appuntamento

Per informazioni: 339 8435715 ‐ info.spaziob@gmail.com

 

titolo opera : Lulu’

stampa carta Fine Art Hahnemuhle Baritata

trittico|2019

Let it snow | VisioniAltre, Venezia

In occasione della mostra presentata a Venezia presso la GalleriaVisioniAltre ho presentato

il primo passo verso una ricerca che poi mi ha portato allo sviluppo di un lavoro ricercato sulle

porte e gli spazi urbani abbandonati.

Titolo dell’Opera: Opsis

dimensioni: 25x60cm tecnica: quadrittico

stampa fine art baryta (copia unica realizzata per Let Is snow)anno: 2018

prezzo di vendita al pubblico: 400,00

citazione: A me piace prendere il Natale un pò alla volta, per tutto l’anno. E

perciò mi lascio trasportare fino ad arrivare alle vacanze -lascio che mi

colgano di sorpresa- svegliandomi un bel giorno e dicendo improvvisamente

a me stessto: “Caspita, questo è il giorno di Natale!”(Ray Stannard Baker)

 

Rassegna stampa:

http://www.arte.it/calendario-arte/venezia/mostra-let-it-snow-56909

Amore, sostantivo plurale |Before The Flood – Punto di non ritorno

Quando Erika Lacava propose questa mostra mi incuriosì’  molto titolo e, l’amore inteso nelle sue totali e piu’ ampie visioni, poter esprimere il proprio concetto e idea di amore attraverso la fotografia già un’emozione. Nasce cosi’ questo piccolo trittico nel quale ho voluto provare a contaminare l’immaginefotografica attraverso il metodo  shibori ,  un’antica tecnica giapponese per la tintura dei tessuti ancora poco conosciuta in Occidente. Nello shibori i tessuti vengono legati e manipolati, oppure protetti in altri modi, prima di venire immersi nel bagno di tintura, cosi’ ho fatto con la stampa fotografica realizzata in questo caso specifico su una speciale carta di riso. Ricercavo la casualità di quei segni che avrebbero intaccato l’immagine per sempre.

Nelle parole di Marco Bisotti , che prendo in prestito si sintetizza il mio modo di vedere l’amore , quello vero, quello che travolge “Credo che l’amore abbia un punto di non ritorno, un punto che una volta varcato non ci permette di tornare indietro. E’ in quel preciso istante che ci si spoglia dei vestiti razionali e ci si tuffa in mare, dimenticando il salvacuore, anche se non sappiamo nuotare. E forse quel punto ogni volta diventa l’incoscienza più preziosa della nostra vita”

La luna blu Marco Bisotti

COMUNICATO STAMPA

AMORE, SOSTANTIVO PLURALE

a cura di Erika Lacava 14 – 17 Marzo 2019

Inaugurazione: giovedì 14 Marzo, ore 18.30

Arnaout Spazio Arte

Viale Abruzzi 90, Milano MM1-MM2 Loreto

Giovedì 14 Marzo alle ore 18.30, presso Arnaout Spazio Arte, Milano, inaugura la mostra “Amore, sostantivo plurale” a cura di Erika Lacava.

Frutto di una riflessione sui significati plurimi della parola “amore”, indagati e isolati da 20 artisti scelti per le loro caratteristiche differenti, la mostra si propone di rappresentare, attraverso la dialettica di differenza e ripetizione cara a Deleuze, la difformità contenuta all’interno di una singola parola usata abitualmente nei suoi significati differenti, tutti rappresentanti sentimenti immensi.

Dall’amore nel senso tradizionale per il proprio compagno/a, alla sua estensione in senso fisico, scisso da quello affettivo, nel sesso. Dall’amore che diventa possesso e a volte violenza, all’amore invece idealizzato, platonico e sospirato. Dall’amore incondizionato per i figli, di una tenerezza infinita, all’amore per il prossimo. Dall’amore divino per il creato a quello per le proprie passioni, fino all’amor proprio che è rispetto e dignità di sé.

Così come significati così diversi sono racchiusi in un solo e unico lemma, il parametro comune alle differenti opere presentate è la cornice, modello Ikea Ribba, eletta contenitore il più neutro possibile e reperibile in un negozio dalla diffusione più ampia possibile, atta a ospitare contenuti quanto più differenti. Grazie all’uniformità della cornice e alla sua ripetizione modulare, emerge ancor più chiara la differenza tra i singoli autori, rafforzata nel ritmo dalla disposizione in verticale delle opere in dittici o trittici.

Passare in rassegna le file di opere sarà come scorrere le righe di un dizionario alla voce“amore”, fermandosi a riflettere su ogni singolo significato proposto.

Amore, creatura fragile e delicata, simile alle piccole lune di Michela Baldi, una sospesa, come l’equilibro precario dell’amore, e una parzialmente velata di rosso, come un sentimento protetto e parzialmente mostrato. Impermanente come l’haiku del poeta e mistico Moritake che giace nel palmo della mano di Lia Bottanelli, correndo lungo le linee del cuore, della testa e della vita, in dittico con le definizioni del termine “carezza” di J.P. Sartre.

Il prendersi cura è il sostenere l’altro su di sé e tenere la sua anima tra le mani per il giovaneFederico Montesano, mentre l’amore totale, senza limiti, dell’artista veneto Giulio Malfer è una ragazza dai capelli corvini che riempie lo spazio con i suoi seni abbondanti e non lascia scampo al pensiero razionale. Luisa Cittone, illustratrice, rende con pochi tratti di grafite la tensione erotica dei corpi abbracciati, mentre quelli ritagliati e incollati dall’artista romano Mauro Molinari sono quasi trasformati e sfigurati in piatte figure bidimensionali. Amore in bilico tra ideale e passionale è invece quello rappresentato dalla toscana Elisa Zadi, in un dittico ispirato all’”Amor Sacro e Amor

Profano” di Tiziano, legato con un filo rosso-amore a simboleggiare il legame, non sempre intuito ma inscindibile, tra questi due aspetti dell’amore.

L’amore è un giardino” è il titolo delle opere a quattro mani della ceramista Margrieta Jeltema e della fashion designer Valeria Chernova che propongono giardini di delizie in stile rococò dai dettagli finissimi, con vasi, fiori e uccelli appollaiati sui rami, paesaggio ideale per gli sguardi sognanti dei “giardini platonici” del torinese Daniele Bianco che raccontano di spazi recintati e protetti dal mondo, a cui solo gli amanti possono accedere.

Il trittico di fotografie delle acque piegate e riaperte, in cui ci si tuffa senza il “salvacuore”, lasciano la traccia rossa dei ricordi nelle opere della fotografa Paola Rizzi, mentre nelle opere di Simonetta Testa l’amore tesse lunghi grovigli di fili intorno e dentro le immancabili lettere d’amore, nelle differenti fasi dell’innamoramento, della passione e del per sempre. Lo squalo, la manta e il serpente della giovane artista Giulia Lazzaron, disegnati nell’oceano del suo occhio ingrandito, mostrano quanto un microcosmo possa somigliare a un universo, e il suo amore per il creato, mentre l’amore fraterno compare nella coppia di lavori del trevisano Stefano Martignago in un abbraccio di umanità tra due senzatetto addormentati.

Opere che vanno oltre il limite della cornice sono la grande scultura di Marisa Vanetti, inno a un amore incondizionato, trasversale, transgender, trans-umano, al di là delle differenze di genere, di razza umana o animale, minerale e vegetale, e le piccole lanterne in ferro forato di Mauro Pinotti, che, dandosi luce a vicenda, danno origine a un amore.

Il pane ricamato di Camilla Marinoni propone la forma anatomica del cuore, organo centrale della vita e delle passioni, così come il pane è alimento quotidiano delle nostre vite. Fortemente simbolica anche l’opera “Confini” dell’artista sarda Maria Jole Serreli, una frattura in un piatto che non può più essere sanata, e resta lì, a segnare il limite delle reciproche vite, che un nuovo filo ha provveduto a ricucire, ognuna individualmente.

Paola Pietrogrande sceglie invece per un’installazione a soffitto la forma-simbolo inflazionata del cuore per rendere il concetto universale di astrazione, ma scomponendola in tasselli che indicano il battito e il respiro dell’amore. Fuori formato, infine, il trittico dell’artista siciliana Milena Nicosia, metafora del sentimento di amore e odio per la sua terra, nella nostalgia di fiori che si trasformano in rovi a minacciare il suo vestito da bambina, e il quadro astratto di Marta Bonaventura, rosso come il colore comunemente legato al sentimento dell’amore.

Venerdì 15 Marzo alle 18.30 sarà ospite in un evento collaterale alla mostra Alice Zannoni, autrice di “L’arte contemporanea spiegata a mia nonna”, che racconterà al pubblico il suo particolare rapporto di amore con nonna Zita che ha dato origine al libro.

La mostra resterà aperta fino a Domenica 17 Marzo con i seguenti orari:

Ven-Sab-Dom: ore 11.00-13.00 e 15.30-18.30 Altri orari su appuntamento

Viale Abruzzi 90, Milano

UFFICIO STAMPA:

www.m2fcommunication.it m2fcommunication@gmail.com

Before The Flood – Punto di non ritorno
A vedere il mare portaci chi ti sa capire senza parlarestampa su carta di riso 24×24 cm dipinto a china

 

Il sentimento dell’IO mostra fotografica di Paola Rizzi

Si inaugura il 9 marzo alle ore 19,30 nell’esclusivo spazio espositivo delle Prigioni del Castello Sforzesco di Vigevano  la mostra fotografica “Il sentimento dell’IO”.  Nelle vecchie celle delle prigioni troveranno posto 36  dei 75 scatti realizzati per il progetto legato al libro ” un gelato per amore”di cui Maria Paola Colombo, scrittrice , scrive:.

“ questo libro è dedicato a noi donne, a quella bellezza che ci illumina il volto quando viviamo in libertà. Tutte le donne dovrebbero essere li- bere di scegliere per la propria vita, potendolo fare senza paura, con gioia. Il pensiero va a quel- le i noi che sono state – e sono ancora- obbligate, umiliate, distrutte da una violenza folle. Ma quel- lo stesso pensiero si allarga e ci raccoglie tutte: noi, figlie, mogli e madri, così naturalmente in- clini al sacrificio, a provvedere a tutto e a tutti, a rimandare a dopo e al domani i nostri bisogni” Paola Rizzi ha fotografato 75 donne che si sono offerte di essere ritratte dietro una vetrina utiliz- zata dalla fotografa come metaforico simbolo di protezione ancora oggi necessaria ad una donna diventando così loro stesse interpreti di libertà

Alla realizzazione del lavoro fotografico hanno contribuito 75 donne di tutte le età scelte attraverso inviti, open call o semplicemente fermate per strada. Donne, donne qualunque ritratte dietro ad una vetrina di una gelateria che diventa metafora di una continua necessità di protezione anche e sopratutto nei momenti per se.

Protezione che a Vigevano non tarda ad arrivare attraverso il contributo della Cooperativa Sociale Onlus Kore Centro Antiviolenza, che da anni è in prima linea non solo offrendo aiuto ma cercando di informare ed educare anche i piu’ giovani.

Ho voluto guardare a questo argomento con uno sguardo soave, pur sottolineando la necessità di mantenere alta l’attenzione sull’universo femminile.

Il libro verrà presentato giovedì 8 marzo presso la Libreria Feltrinelli di Piazza Ducale Vigevano direttamente da Roberta Colli e Massimiliano Scotti coautori e ideatori del progetto nato per raccogliere fondi per la Cooperativa Kore.

Sono estremamente felice di poter annunciare la straordinaria  presenza all’opening della mostra dell’artista Silvia Capiluppi che nell’accogliere il mio  invito mi ha consentito di condividere con me e Roberta  la passione per tutto il lavoro.

DATA E ORA

ven, 09 mar 2018, 19:30

dom, 18 mar 2018, 20:00

LOCALITÀ

Castello Sforzesco

20 Piazza Ducale

27029 Vigevano

Link collegati:

Eventa

Eventribe

eventinet

exibart

Il volto e l’anima -mostra fotografica dal 9 al 30 dicembre

Il volto e l’anima, una storia iniziata alcuni anni fa, un progetto fotografico durato mesi al quale sono molto legata

dopo una lenta realizzazione e un lunghissimo periodo durante il quale è rimasto praticamente inedito, verrà esposto dal 9 al 30 dicembre

presso a Sesto San Giovanni presso la Civica Fototeca Nazionale della Villa Visconti d’Argogna in una mostra curata dall’Associazione Fotografica Gieffesse

Durante l’inaugurazione  che si terrà presso la Villa il  9 dicembre alle ore 17 verrà presentato la mia prima monografia “attraverso i miei occhi”

Wine Break a cura di Drogheria Egidi Enoteca

Apertura mostra. Orari: Mar/Ven 10.30 – 18.00 – Sabato 10.30 – 17.45 – Dom/Lun Chiuso.

INFO CIVICA FOTOTECA “TRANQUILLO CASIRAGHI” – Tel. 02 2496 8810-8800 – fototeca.sesto@csbno.net

link: gieffesse

http://www.gieffesse.it/beta/paola-rizzi

 

REGARD “il nuovo ritratto” di Paola Rizzi e Mauro Pinotti

Se per ritratto si intende “raffigurare” una persona secondo le sue reali fattezze e sembianze, nella serie “Regard” ideata da Mauro Pinotti e Paola Rizzi  il ritratto diventa interpretazione. Questo lavoro fotografico (ma non solo) proposto in anteprima alla   mostra “Raccontami l’amore” presso lo Spazio B del Palazzo San Severino,va oltre alla rappresentazione didascalica del soggetto.
Gli autori esprimono un nuovo concetto di ritrattistica studiata sulla
rielaborazione degli elementi con tecniche artistiche per riportare non solo la fisionomia ma l’essenza della persona.

Le opere saranno in esposizione sino alla fine di agosto presso la Galleria d’Arte:
Outartlet Art Gallery

Corso Vittorio Emanuele II, 28 · +373 37 660 751

per informazioni:
Mauro Pinotti: mpinotti@libero.it
Paola Rizzi: photopierre@paolarizzi.com

Dettagli:
progetto a quattro mani:
serie “regard”
dimensione 50x70cm
digital c print
per informazioni contattare direttamente gli autori o la galleria

 

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Recensione LensCulture competitions

Recensione  LensCulture competitions.

equality

credo nell’uguaglianza degli uomini; nelle pari opportunità, credo nei loro gesti e nei loro sguardi perche’ penso che il mondo ne abbia bisogno…

 

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Biennale Italia Cina – Pechino 2016

Quelli che ritengo,  a giusta misura,   “i miei piccoli/grandi ” successi  sono in realtà frutto di collaborazioni,  di  ricerche  e percorsi  lavorativi  ma soprattutto,  sono il risultato  di chi crede in me.

Avvolta dalla gioia e dall’emozione, quella vera,  quella che fa tremare anche lo stomaco per essere stata invitata ad esporre alla Biennale Italia – Cina 2016 a Pechino la mia opera fotografica sulla metamorfosi, vorrei ringraziare due persone speciali   a me molto care:

Massimiliano Sartori  senza il quale questo lavoro non esisterebbe, a lui il mio grazie per assecondare sempre le mie fantasie e per essermi di grande ispirazione , in fin dei conti siamo nati tutti e due il 26 settembre! Non poteva che essere cosi…

Mauro Pinotti,  amico e grande fotografo con il quale da qualche anno collaboro  professionalmente a lui, che rappresenta la quinta essenza della praticità ,  voglio dire grazie  per aver condiviso con me la nascita e la crescita di molti progetti fotografici e  per avermi aiutata a dare visibilità a questo.

La forza espressiva di tutto quello faccio non è solo in quello che vedo con gli occhi ma  in quello che sento

E adesso lasciamo spazio alle informazioni….

 

COMUNICATO STAMPA

“I letterati e soprattutto gli artisti, nell’intento di dare contenuto e forma alle mutazioni nelle quali

sono coinvolti dalla realtà che li circonda, si sono spesso addentrati nelle profondità del pensiero

umano, dando libero sfogo alle proprie fantasie, fino ad arrivare ad impossessarsi degli stimoli più

reconditi, esprimendosi in maniera concettuale e del tutto astratta. Si è arrivati così a mescolare il

mito con la storia, l’immaginazione con la realtà, l’assurdo con il possibile.

Crediamo che l’arte possa essere un’artefice del mutamento, un mezzo per dimostrare di sapersi

spingere oltre, in sintesi una visione dell’intelligenza cognitiva e dell’intelligenza emotiva che dà

origine al cambiamento, alla metamorfosi.”

Sandro Orlandi Stagl, curatore della Biennale Italia Cina dal 2012

Il 27 agosto 2016 si inaugurerà la quarta edizione della Biennale d’Arte Comtemporanea Italia Cina

presso “798 Art Disctric”, “The Third Plastic Factory” e “The Manet Beijing “, contemporaneamente

nelle tre locations.

La Biennale Italia Cina iniziata nel 2012, si svolge ad anni alterni in Italia e in Cina, come continua

comunicazione tra le due più antiche culture.

Siamo riusciti a mantenere attiva questa grande cerimonia per tre volte.

Il tema di quest’anno è la Metamorfosi.

Dopo esser stata ristrutturata, “The Third Plastic Factory” mostra il suo nuovo vigore,

sottolineando essa stessa il tema della Biennale.

Nello stesso tempo, insieme alle altre due locations, siamo certi sarà un’esposizione meravigliosa.

Sullo sfondo della globalizzazione culturale, più di 90 artisti sia italiani sia cinesi, prenderanno parte

all’Esposizione in cui potranno testimoniare un grande impatto reciproco tra due culture splendide.

“La Metamorfosi è sempre la speranza che può aiutare gli uomini ad aggrapparsi all’opportunità

del presente e a migliorare il nostro futuro, e gli artisti stessi ci portano questa speranza. Tutte le

controversie e le discussioni che nasceranno durante il processo di metamorfosi saranno i veri valori

e significati che nel medesimo momento saranno il fondamento della metamorfosi.”

Wang Jing Yi, curatore della Biennale Italia Cina 2016

La Biennale è composta da tre sezioni: “la circostanza presente”, “il gene carismatico” e “il nuovo

mestiere in metamorfosi”.

Nella sezione de “la circostanza presente”, abbiamo invitato gli artisti più importanti di due paesi

in grado di narrare la situazione presente.

Segreteria Organizzativa c/o EBLand Srl, Via Messedaglia 7, 37135 Verona (VR), Tel 045 8622389, info@ebland.it

Tra gli aritisti italiani sono stati invitati: Piero Gilardi, Lucio Pozzi, Marco Bolognesi,

Andrea Chiesi, Franco Mazzucchelli, ecc. Per gli artisti cinesi, ci saranno: Ai wei wei,

He Yun Chang, Yuan Gong, Li Zhan Yang, Ye Yong Qing, Shi Jin Song, Yu Xin Qiao,

Yang Na, ecc.

Viviamo oggi nell’epoca della globalizzazione, dobbiamo concentrarci sullo svillupo

della storia dell’arte e su altri argomenti che si ricollegano all’arte, agli uomini e alla

società umana.

La sezione de “il gene carimastico” è divisa in due attività principali: mostre personali e mostre

collettive.

Tutte le opere che abbiamo scelto sono quelle più determinanti nel mostrare le diverse bellezze, e i

diversi modi di apprezzare le opere d’arte.

L’ultima sezione (“il nuovo mestiere in metamorfosi”) è una diretta conversazione con la cultura

italiana. E’ l’opportunità di dare il nostro sublime saluto a Matteo Ricci, Giuseppe Castiglione e a

tutti i nostri vecchi amici italiani che hanno aiutato lo sviluppo dell’arte cinese.

Gli organizzatori di questa Biennale parteciperanno al “Global Museum Director Forum”, che è

organizzato dai capi e degli amministratori principali delle gallerie europee più famose, incluse

“Dali Foundation”, “Prada Museum”, “Guggenheim Museum Bilbao” e altre due gallerie.

L’argomento di questa conferenza, suggerito dalla Signora Mian Bu, tratta il lavoro degli artisti

capaci di creare la civiltà e di svilupparla. Tutte le azioni che possono aiutare questo processo sono

indimenticabili.

E’ essenziale ricordare l’origine della Biennale.

Se non ci fossero stati i contatti proficui con i nobili veneziani e la collaborazione con i mercanti

illuminati, non ci sarebbe la nostra venerabile Biennale oggi.

Da quest’anno ha inizio la completa commercializzazione della Biennale Italia Cina.

La storia dell’arte e la storia del mercato d’arte. Vendere le opere eccellenti è una cosa orgogliosa

per qualsiasi organizzazione artistica.

Ji Xiao Feng, direttore della Biennale sezione cinese, ha esplicitato il suo atteggiamento.

“La commercializzazione dell’arte contribuirà sicuramente a far conoscere in tutto il mondo la

Biennale Italia Cina e alimenterà il coinvolgimento di un numero di persone sempre crescente.”

Segreteria Organizzativa c/o EBLand Srl, Via Messedaglia 7, 37135 Verona (VR), Tel 045 8622389, info@ebland.it

 

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METAmorfosi      tecnica: fotografia digitale

stampa su tela canvans 270 gr

dimensioni 90×460 cm

 

Biennale Artistica Cina Italia

 

 

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