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IL MIO NOME E’…GIOCONDA Intrecci e feelings nell’arte delle donne

 

Con la serie “la coscienza della natura “ Paola Rizzi propone una sua interpretazione artistica riguardo il principio fondamentale di cambiamento “l’ambiente è una priorità,” l’essere umano e’ natura , la ragione che esplora gli spazi alla ricerca del vero e del giusto .Nel dialogo tra uomo e natura vi è l’urgenza di un’educazione geografica innovativa, connotata come autocoscienza della Terra. In questa serie di trittici traspare il concetto di presa di consapevolezza un primo passo verso un dialogo necessario per diventare «coscienti»: per capire i principi essenziali per sostenere l’intreccio della vita.

Comunicato Stampa:

IL MIO NOME E’…GIOCONDA

Intrecci e feelings nell’arte delle donne

Spazio b – Palazzo Sanseverino

Corso della Repubblica 19, 27029 Vigevano – PV

Nell’anno di Leonardo da Vinci l’icona che più rappresenta il personaggio poliedrico ed

emblematico del genio Vinciano è certamente la Gioconda. Il suo sorriso enigmatico, i molteplici

significati impliciti in questa opera misteriosa, il tributo che la storia dell’arte ha riservato in questi

secoli a Lisa Gherardini, in arte Monna Lisa, è oggi sinonimo di capolavoro, modello da imitare e

studiare continuando a ricercare verità ancora da scoprire. La Donna e la sua evoluzione nel lungo

il percorso storico che ci separa dal Rinascimento ai giorni nostri, sono al centro delle opere

esposte e del dibattito attorno a questa mostra presentata a Vigevano nei locali Spazio b, a partire

da sabato 30 marzo 2019. I punti di vista originali e i livelli diversi di interpretazione proposti dalle

artiste chiamate ad esibirsi in questa mostra, aprono orizzonti esplorativi alla contemporaneità

femminile e alla ricerca di territori formali e culturali che la condizione della Donna nel terzo

millennio pone oggi come prioritari. Performance, installazioni, opere, conferenze

accompagneranno il pubblico durante tutto il periodo espositivo, per animare, attraverso l’arte,

l’universo degli interessi e delle conoscenze sulla realtà della Donna contemporanea e del suo

“sentire” femminile.

La mostra, curata da Fortunato D’Amico, vede la partecipazione delle artiste:

 Silvia Capiluppi

 Montserrat Gomez Maya

 Raluca Andreea Hartea

 Elisa Marchesani

 Daniela Pellegrini

 Paola Rizzi

 Maria Francesca Rodi

 Collettivo il Nodo – La Chicca e le Sciure

IL MIO NOME E’…GIOCONDA

Intrecci e feelings nell’arte delle donne

dal 30 marzo al 14 aprile 2019

La mostra sarà inaugurata sabato 30 marzo 2019 alle ore 18.45

Spaziob – Corso della Repubblica 19, Vigevano

Orari: sabato e domenica ore 17 ‐ 19,30 ‐ Lunedi – venerdì su appuntamento

Per informazioni: 339 8435715 ‐ info.spaziob@gmail.com

 

titolo opera : Lulu’

stampa carta Fine Art Hahnemuhle Baritata

trittico|2019

Raccontami l’amore| Spazio B Palazzo San Severino

Raccontare attraverso le immagini l’amore fa parte del mio lavoro.  So vederlo e scovarlo  negli sguardi e nelle mani

che si sfiorano con delicatezza, parlare dell’amore in senso più ampio, esprimere con immagini

un sentimento primordiale,  è stata invece  una bellissima impresa, un lavoro articolato e sviluppatosi

insieme a Mauro Pinotti appositamente per la mostra artistica ” Raccontami l’amore”

L’evento si terrà a Vigevano nella Galleria Spazio B | Palazzo Sanseverino dal 11 al 19 febbraio con

inaugurazione nella serata di venerdi 10 febbraio alle ore 19,30

La mostra è stata organizzata  dal collettivo artistico KuneKrea di cui faccio parte insieme a Chiara Milesi,

Valeria  Silvia Francese e Mauro Pinotti.

Non siamo ancora entrati nel vivo della settimana dell’allestimento, quella del delirio e delle ansie

notturne, ma posso affermare già ora,  che lavorare  insieme a loro è una splendida avvenura.

link:

https://www.facebook.com/kunekrea/

Raccontami l’Amore

https://www.eventbrite.it/e/biglietti-raccontami-lamore-31535148478

http://www.lastampa.it/2017/01/26/societa/viaggi/italia/vigevano-la-capitale-degli-innamorati-BAp1t2CpciDK25zhilHOPP/pagina.html

 

I.caught di Paola Rizzi

I.CAUGHT NASCE DA UNA PERFORMANCE FOTOGRAFICA DURANTE LA QUALE LE PERSONE INTERVENUTE ALLA SERATA TENUTASI PRESSO L’EX PALAZZO COIN DI VIGEVANO SONO STATE INVITATE A SEGUIRMI AL BUIO.UNA MACCHINA FOTOGRAFICA E L’AIUTO DI UN AMICO CON UNA TORCIA HA DATO ORIGINE A TUTTO IL RESTO. VOLEVO “CATTURARE” LA LORO ATTENZIONE, IL LORO SGUARDO E ANCHE , SE CI FOSSE STATO IL DISAGIO . IL RITRATTO FOTOGRAFICO LASCIA LE SUE VESTI USUALI PER DIVENTARE TRA LE MIE MANI UNA ESPLORAZIONECATTURARE LA PRESENZA DI UNA PERSONA IN UN ATTIMO E’ STATA UNA SFIDA, RICERCARE LA LORO ESSENZA NELLE PAROLE DI OSCAR WILDE ATTRAVERSO IL LIBRO “IL RITRATTO DI DORIAN GRAY” E’ STATO INTERESSANTE…
E’ NATA COSI’ LA SECONDA FASE DEL LAVORO:  UNA COMPOSIZIONE DI IMMAGINI E PAROLE, IMMAGINI ALLE QUALI SI ARRIVA SOLAMENTE UNA VOLTA CHE SI È CATTURATI DALLA VOGLIA DI ANDARE OLTRE, DAL DESIDERIO DI OSSERVARE …NELLA VITA NON BISOGNEREBBE PENSARE ALL’ARRICCHIMENTO ESTERIORE PERCHÉ DI ESSO NON RIMARRÀ NULLA; LA COSA PIÙ IMPORTANTE È ARRICCHIRSI INTERIORMENTE, CERCARE NELL’ANIMO VALORI, SENTIMENTI CHE SARANNO INDELEBILI E CHE POTREMO TRASMETTERE A CHI C’È VICINO.

 

 

project 365

PROJECT 365

Personale di Paola Rizzi CIVICO8galleria 26 settembre – 11 ottobre 2015

Quante cose accadono nell’arco di 365 giorni? Quante di quelle cose ricordiamo? Ma soprattutto, di quei 365 giorni, quanti ne abbiamo vissuti realmente? Siamo abituati a vivere in un mondo frenetico, in cui potremmo considerare il presente già come passato, poiché durante ogni attimo siamo già oltre. E, proprio a causa di questa velocità, non sappiamo vedere. Questa totale mancanza di capacità d’osservazione ci porta a scattare fotografie principalmente durante le vacanze, come se solo durante quei giorni di assoluta spensieratezza, divertimento e risate ci fosse davvero qualcosa da ricordare della nostra vita. Peccato siano solo una parte infinitesimale di tutte quelle emozioni che proviamo ogni giorno, di tutti quei piccoli eventi che accadono quotidianamente, e di tutti quei momenti che compongono la nostra storia. Quella vera. Paola Rizzi, dopo aver indagato a lungo sulla vita e sulle emozioni con altri cicli fotografici, arriva oggi a raccontare se stessa in 365 scatti, uno al giorno, nell’anno del suo cinquantesimo compleanno. Non sono soltanto autoritratti da cui potremmo dedurre come è cambiata l’artista in un anno, sotto il puro aspetto esteriore, ma sono scatti dell’anima in cui vengono immortalati attimi vissuti, oggetti che hanno catturato l’attenzione dei suoi occhi, emozioni fugaci o persistenti. Momenti, giorni, vite intere. Due possono essere i filoni tematici di questa personale fotografica: il tempo e il mezzo. Il protagonista del romanzo Revolutionary Road sostiene che la capacità di misurare e suddividere il tempo ci offre una quasi inesauribile fonte di consolazione: come se, misurando il tempo, potessimo trovare sollievo dal dolore dell’esistenza umana. dare un inizio e una fine alle emozioni, senza curarci di viverle realmente. Alquanto cinico. Gli scatti di Paola Rizzi, però, non vogliono essere strumenti di misurazione, ma testimoni di un tempo che è stato, pur portando i suoi effetti ancora nel tempo che è. Hic et nunc. Un anno, giorni passati, emozioni vissute e situazioni svanite che permettono al presente di essere tale, in continuo divenire. Cosa possiamo quindi definire presente? Ogni lasso di tempo non è altro che una nostra proiezione in vite diverse che non ci accorgiamo di vivere. Per questo, attraverso degli scatti potremo conoscere chi siamo stati e chi saremo. Il tema del mezzo è, invece, al centro delle più aspre discussioni tra fotografi: Paola Rizzi ha, infatti, utilizzato un comune smartphone per ognuno degli scatti in mostra. Molti dei fotografi legati ad una corrente di pensiero conservatrice, inorridirà al pensiero di scatti fotografici realizzati attraverso un così banale strumento tecnico, ma la realtà è che il vero fotografo lavora con il cuore , con la testa e con gli occhi, senza aver bisogno di sofisticati mezzi. Ciò che rende uno scatto unico, è la capacità di trasmettere a chi osserva la stessa emozione di chi ha scattato; di regalare a chi non c’era l’emozione di un attimo. Già alcuni anni fa la Magnum “l’agenzia delle agenzie” ha candidato come nuovo membro Michael Brown, uno dei più famosi fotogiornalisti che nel 2011 ha pubblicato un servizio fotografico su National Geographic Magazine, interamente realizzato attraverso il suo Iphone. E dunque, se la più importante agenzia fotografica approva l’evoluzione della fotografia con questi nuovi strumenti, come si può non pensare anacronistica una opposizione? Ciò che fa dell’uomo un fotografo è la capacità di cogliere quell’attimo in cui sta succedendo, e nella nostra quotidianità lo smartphone è l’oggetto che abbiamo sempre con noi. Certo, non possiamo immaginare di ottenere un uguale taglio dell’immagine, non possiamo pensare che un telefono possa sostituire una macchina fotografica, ma possono efficacemente coesistere. Non ci sarà uno strumento giusto ed uno sbagliato, ma due strumenti diversi. Migliaia di scatti diversi. Paola Rizzi, attraverso questa ardita mostra personale ha dimostrato come l’oggetto quotidiano possa farsi interprete della quotidianità. Come ciò che distingue un fotografo da tutti gli altri è la capacità di osservare e di raccontare, non lo strumento che utilizza. Paola Rizzi, come viene definita da un amico, è un cuore con un battito che fa click. Si rispecchia molto in questa definizione poiché nei suoi racconti fotografici ascolta sempre il cuore, che sia suo o di chi viene raccontato attraverso gli scatti. Si definisce una fotografa che guarda e che racconta. Da sempre ha amato la fotografia, ma solo quando tutto le è sembrato perduto, ha deciso di dedicare tutta se stessa a quest’arte, rinunciando a certe canoniche sicurezze.

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Francesco Cito | serata d’autore a Vigevano

Ho conosciuto un uomo, prima del fotografo.

Quando da ragazzina appassionata, quale sono sempre stata di fotografia, vidi per la prima volta

una mostra fotografica di Francesco Cito fu un suo lavoro realizzato in Palestina a folgorarmi.

Quelle immagini mi catturarono totalmente, la straordinaria bravura nel catturare istanti di vita

mantenendo sempre composizioni di notevole impatto visivo mi fecero subito apprezzare

il suo modo di fotografare.

Ritengo che dietro a certi scatti ci sia sempre una persona particolare e,  nel suo caso, devo dire che  non mi

sono sbagliata. Ho fatto il possibile per arrivare  a lui e conoscerlo ma non solo, farlo conoscere in

una serata a lui dedicata dalla SFV , l’associazione fotografica alla quale appartengo.

L’incontro di venerdi’ 24 aprile tenutosi presso la Sala del Ridotto del Teatro Civico Cagnoni ci

ha riportato in tutta la sua integralità quell’uomo che avevo percepito esistesse guardandone soltanto le

immagini.

Il suo vissuto non lo ha reso più duro, la sua bravura non lo ha reso arrogante .

L’avrei ascoltato per ore, probabilmente tutti l’avrebbero ascoltato parlare all’infinito

mentre scorrevano le sue immagini per percorrere insieme una vita fatta di aneddoti al confine dell’irreale.

E oggi , non si fermano qui i miei desideri, vorrei che un giorno, non troppo lontano, questa mia città potesse

ospitare una sua mostra completa, vorrei che al di la’ degli appassionati, tutti comprendessero il valore

di una “certa” fotografia.

http://www.photogalleria.it/index.php?foto=0020-0001-01&autore=francesco%20cito

Paola Rizzi e Laura Saracino per LETTERATUREURBANE

In questa foto di Paola Rizzi il punto di fuga dell’immagine coincide con una figura di donna che si allontana dall’obiettivo del fotografo, dirigendosi verso un’uscita luminosa. Ha ispirato Laura Saracino a comporre un testo per LETTERATURE URBANE

“Ricordate che ogni parola è un’immagine”, disse William Burroughs e, rovesciando i termini, si può anche dire: ogni immagine è una parola.
Sarebbe uno slogan perfetto per “LETTERATURE URBANE 1.0 [cento44]“, progetto ideato dall’ Associazione Onlus “Perché no?” di Vercelli a favore di AIRC, che prevede la collaborazione di dodici fotografi e dodici scrittori, professionisti o occasionali, abbinati a coppie. I testi, infatti, si ispirano molto liberamente alle otto immagini che ogni fotografo ha realizzato, offrendoci scorci insoliti di Vigevano.
I pacchetti, che quindi comprendono otto foto e otto testi, moltiplicati per ogni coppia partecipante, saranno venduti al costo di € 10,00 cadauno, proprio per dare a tutti la possibilità di contribuire alla raccolta fondi a favore dell’Associazione italiana per la ricerca sul cancro. Sarà possibile acquistarli durante l’evento che si terrà domenica 29 marzo 2015 alle ore 16,00 presso la Sala dell’Affresco del Castello Sforzesco di Vigevano.
Questo progetto, curato da Gabriella Maldifassi, dall’Associazione “Perché no?” e dalla sottoscritta, vedrà la straordinaria partecipazione di Sandro Iovine, noto docente di fotografia ( http://www.fpmagazine.eu/ ), che il 29 marzo parlerà del rapporto tra fotografia e città.
Sempre durante l’evento, l’attore Roberto Puddu leggerà i testi a commento della proiezione delle immagini.
Sarà ancora possibile visionare un lavoro per ogni partecipante durante la mostra fotografica che si protrarrà fino al 6 aprile.
Nei prossimi giorni pubblicherò le “accoppiate” di testi e fotografie, ma oggi è tempo di ringraziare, a nome dell’organizzazione, tutti coloro che hanno creduto nella validità di questo progetto e vi hanno partecipato, a titolo assolutamente gratuito:
-SANDRO IOVINE
-COMUNE DI VIGEVANO
-ASSOCIAZIONE “PERCHE’ NO?”
-SFV, Società fotografica vigevanese
-ROBERTO PUDDU
-Per le fotografie: Angelo Avogadro, Eri, Antonio Franza, Valerio Incerto, Francesco Masciello, Nicola Claudio Palermo, Mauro Pinotti, Paola Rizzi, Ivan Saccani, Cristiano Vassalli, Valeria Vidari, Simona Villa.
-Per i testi: Giuse Albani, Ilaria Bardazzi, Selvaggia Bovani, Rolando Di Bari, Bianca Garavelli, Silvana Giannelli, Giuse Iannello, Gabriella Maldifassi, Giò Marchesi, Chiara Milesi, Angelo Penza, Laura Saracino.

https://giuseiannello.wordpress.com/2015/03/16/paola-rizzi-e-laura-saracino-per-letteratureurbane-1-0-cento44/https://giuseiannello.wordpress.com/2015/02/07/ricordate-che-ogni-parola-e-unimmagine-letteratureurbane-1-0-cento44-airc_it-quivigevano/

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