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La scatola della memoria a Mirrors curata da AD GALLERY Alberto Desirò

AD GALLERY / Evento di Fotografia Contemporanea / MIRRORS
Collettiva di fotografia contemporanea a cura di Alberto Desirò con il patrocinio della Città di Prato.
In collaborazione con Vittorio D’Onofri, Romina Sangiovanni, Erika Lacava.
Sala Campolmi / Biblioteca Lazzerini / Prato / 03.09 > 11.09.2022
Lo specchio (inteso come metafora) è un elemento ricorrente nei lavori di molte artiste fotografe.
Ogni persona è uno specchio di se stessa. Nella fotografia contemporanea l’autoscatto è molto diffuso come strumento di introspezione e come momento di riflessione sulla propria percezione di sè. L’autoscatto inteso come autoritratto è sempre stato nel mondo dell’arte un modo per l’artista di indagare su se stesso, sia come soggetto di narrazione che come oggetto.
Auto-rappresentarsi con lo strumento fotografico permette all’artista di evitare mediazioni, funziona come uno specchio. Solo due elementi magici: il corpo e la macchina fotografica.
L’evento espositivo “Mirrors” è anche un tributo alla produzione artistica, durata circa nove anni, di Francesca Woodman. In tutta la sua produzione fotografica Francesca Woodman vive nel rapporto tra il proprio corpo, oggetto e soggetto delle sue foto, e il proprio sguardo.
Le protagoniste della mostra sono artiste che con i loro progetti di fotografia contemporanea, nello specifico sull’auto-ritratto, dedicano il loro lavoro fotografico di ricerca all’autorappresentazione, alla percezione di sè, di una propria e individuale, unica idendità allo specchio.
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Arianna Marchesani
Paola Perrone
Chaira Dondi
Rossana Battisti
Giorgia Bellotti
Francesca Meloni
Gloria Marco Munuera
Teresa Letizia Bontà
Ilaria Feoli
Patrizia Mori
Ingrid Strain
Paola Rizzi
Isabella Quaranta
Anita Santanatoglia
Maria Chiara Maffi
Annalisa Lenzi
Michela Goretti
Erica Campanella
Montserrat Diaz
Federica Gonnelli
Paola Tornambè
Valeria Lobbia
Camilla Biella
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Francesca Woodman (1958-1981) è stata una delle fotografe più importanti del secondo Novecento. Il suo linguaggio visivo ha ispirato moltissimi artisti ed è tuttoggi ancora viva e presente, con mostre dedicate alla sua opera in tutto il mondo. Ha vissuto fra gli Stati Uniti e l’Italia (Firenze, Roma). Nella sua fotografia ha sempre prediletto l’autoscatto come strumento di ricerca e narrazione, attraverso un’estetica concentrata sulla fusione tra corpo e spazio (spesso in luoghi abbandonati), in una dimensione surrealista e visionaria.

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